Parma: I Kraftwerk al Regio, quando si vive una esperienza nella storia della musica

Dopo più di 50 anni, Ralf porta il suo gruppo di sacerdoti nel tempio parmigiano (e mondiale) della musica per eccellenza, e celebra uno spettacolo ricco di simboli e messaggi entrati a far parte dell’immaginario collettivo.
Sono così omnipervadenti che anche quando il palco non li vede presenti si percepiscono chiaramente dietro le loro attrezzature, i suoni divenuti archetipi ed i pattern musicali iconici.
Il concetto del gruppo è esposto chiaramente: non stanno sul palco per giocare, le macchine sono istruite alla perfezione e loro, si, le comandano secondo le loro volontà.
Numbers parte in automatico; il palco vuoto, il flusso dei comandi programmato accende le macchine come quando Alexa o Siri ci preparano il caffè nelle nostre case prima del nostro risveglio; i quattro operai della musica entrano e si dispongono dietro le loro consolle a proseguire in presenziale l’evento, che avrà come punto cruciale l’ostensione dei famosi Robot.
In alcuni momenti i quattro lasciano il palco ma la loro mancata presenza fisica non si percepisce, anzi: l’astrazione è completa, l’estetica che diventa ancor più rarefatta, è perfetta.
Il rituale si svolge senza intoppi, Ralf modula con la sua voce tutti i brani, fino a  quel “Musique Non Stop” che dirada verso il silenzio della fine di uno spettacolo-rituale vero e proprio.
Parma li ha accolti a braccia aperte e riceve da loro, in un gioco autoreferenziale, il lustro di averli ospitati e sua volta li consacra ancor più monumentali nel panorama della musica “classica”. Sì: Classica.
Marco Stuppini
(5 maggio 2022)

La locandina

Kraftwerk
3-D Tour

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