Parma: il Requiem nasce dal silenzio
Il Festival Verdi affida a Robert Treviño la guida dell’esecuzione della Messa da Requiem del 18 ottobre. Il risultato è di grande forza espressiva e di impeccabile esattezza musicale.
Nel Teatro Regio stracolmo, il solo ingresso in sala del direttore fa calare un silenzio perfetto: pochissimi persino i colpi di tosse (purtroppo nel corso della serata squillano un paio di telefoni).
Dal silenzio, dapprima impercettibilmente, nasce il gesto musicale e quindi il suono, il corpo stesso del direttore da immoto prende uno slancio quasi danzante nelle movenze.
Il pianissimo su requiem è tanto rarefatto che dialoga col suono stesso del teatro: gli assestamenti del legno, il respiro del pubblico, partecipano con attesa spasmodica al liberarsi del volume della musica.
All’esplosione del dies irae il gesto del direttore non perde in chiarezza e anzi impone alla Filarmonica Arturo Toscanini e al Coro del Regio il rispetto meticoloso del testo. Le masse rispondono prontamente: pur nel fortissimo tutte le linee ritmiche sono ordinatamente dispiegate e leggibili.
I contrasti dinamici sono dosati con sapienza, e pure la scelta del silenzio o dell’immediato attacco tra un numero e il seguente acquista significato espressivo. Prima del Sanctus il raccoglimento è tanto profondo che pare di sentire scattare il meccanismo dell’orologio che sta sopra la scena. Si tratta evidentemente di suggestione, fondata sul rapporto di attenzione costruito col pubblico.
Lo spirito di sacra conversazione al quale Treviño impronta la sua lettura si coglie ancora nel fraseggio dei violoncelli al Domine Jesu Christe, nei cambi repentini di colore richiesti al coro, nel cesello adoperato per la comprensibilità del testo, nella scelta di tempi sempre funzionali a questa.
Anche l’intesa tra podio e solisti è piena. E vera conversazione musicale riescono a fare i soli, in particolare Michele Pertusi e Valentina Pernozzoli, che cantano il latino con tanta esattezza di accenti e quindi di fraseggio.
Il mors stupebit di Pertusi è sorprendente per intensità, soprattutto quando sussurra. Nel confutatis il tuono (sic) della voce è formidabile e tremendo.
La signora Pernozzoli ha uno strumento dal timbro duttilissimo e bello, che comprende la lucentezza d’alabastro del quid sum miser al grandioso velluto del lux aeternam, e come Pertusi usa gli accenti con proprietà perfetta.
Marta Torbidoni e Piero Pretti completano l’ottimo cast. L’una con uno smalto brillantissimo e grande finezza, l’altro con una solida conoscenza del ruolo.
Torbidoni domina il Libera me con accenti autenticamente drammatici. Pretti nell’inter oves intreccia con legni ed archi una gara di morbidezza di suono che vede vincere tutti.
Il suono dell’orchestra è particolarmente bello e netto: la profondità del colore dei bassi e la politura conferiscono nobiltà al timbro dell’intera compagine. Gli ottoni perfettamente a fuoco completano un disegno sapientemente tessuto.
Martino Faggiani ha istruito il coro con perizia: liberandolo da ogni maniera interpretativa e scavando sulla parola chiede e ottiene un’esecuzione particolarmente raffinata, centrata sulla varietà di colore, aderente alle richieste dinamiche della partitura. Il senso liturgico è ben espresso fin nei sussurri più flebili, eppure sempre udibili. I fortissimo non sono mai ostentazione muscolare ma modellati per conservare la intelligibilità.
La tensione drammatica non si scioglie che alla fine, quando dopo un lungo silenzio raccolto che segue le ultime note, il pubblico fino a quel momento rapito in una compostezza rara, tributa ovazioni fragorose.
Treviño è accolto con grande entusiasmo anche dai professori d’orchestra, tra i quali si schiera più volte a ricevere gli applausi, ringraziando con calorose strette di mano una ad una le prime parti, e dal coro.
Giovanni Camozzi
(18 ottobre 2025)
La locandina
| Direttore | Robert Treviño |
| Soprano | Marta Torbidoni |
| Mezzosoprano | Valentina Pernozzoli |
| Tenore | Piero Pretti |
| Basso | Michele Pertusi |
| Filarmonica Arturo Toscanini | |
| Coro del Teatro Regio di Parma | |
| Maestro del Coro | Marino Faggiani |
| Programma: | |
| Giuseppe Verdi | |
| Messa da Requiem | |








Fondazione Haydn
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