Perugia: Giorgi e Krylov trascinano il Morlacchi

A concludere la stagione degli Amici della Musica di Perugia il programma che vede l’Orchestra Leonore diretta da Daniele Giorgi, in trasferta nel capoluogo umbro dopo il concerto del 19 maggio a Pistoia, alle prese con musiche di Gál, Čaikovskij e Mendelssohn. La Kaledonische Suite di Hans Gál precede il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op.35 di Čaikovskij con solista Sergeij Krylov; chiude il programma nella seconda parte la Sinfonia in la minore n.3 op.56 di Felix Mendelssohn-Bartholdy.

Hans Gál è un compositore di cui si legge spesso il nome ma di cui non si conosce solitamente nemmeno un minuto di musica. Austriaco di nascita visse tra il 1890 ed il 1987. La Suite Caledoniana prende il nome dalla Caledonia che è come i Romani chiamavano la parte più settentrionale della Gran Bretagna, oggi più o meno assimilabile alla Scozia. Tripartita presenta una serie di danze e di temi popolareggianti in un’alternanza veloce-lento-veloce. Bella, come già detto in altre occasioni, la coesione e l’affiatamento dell’orchestra in un repertorio totalmente desueto, sicuramente mai eseguito, ma probabilmente mai nemmeno ascoltato accidentalmente. Coerenti e ben calibrate le nuances che Giorgi evidenzia soprattutto nelle due danze rustiche che costituiscono i due tempi esterni: quasi una ruvidezza di suono che restituisce il carattere vero e autentico del brano.

Per il pubblico numeroso, giunto al Teatro Morlacchi, è il momento del concerto di Čaikovskij con il noto Sergeij Krylov. Il violinista moscovita ha un violinismo vigoroso che ben si adatta all’emotività che il compositore russo, tacciato alla prima esecuzione del concerto a Vienna addirittura di rozzezza, mette nella partitura. Giorgi dal canto suo evidenzia il fatto che questa presunta rozzezza sia racchiusa in una struttura classica e accompagna solista ed orchestra disegnando minuziosamente trame e colori. Un pubblico attento e concentrato esplode in conclusione del terzo movimento Allegro Vivacissimo in un applauso scrosciante. Krylov dopo numerose uscite concede, con il suo piglio inconfondibile, come bis la Fuga dalla Sonata n.1 in re minore BWV 1001.

A chiudere il trittico nordico torniamo in terra scozzese con la Terza sinfonia di Mendelssohn. Probabilmente la più riuscita delle cinque scritte dal compositore amburghese, la pagina è più evocativa di colori scuri ed atmosfere brumose rispetto alla Suite di Gál che rimanda direttamente a temi folcloristici. La compattezza della struttura della sinfonia non costringe Giorgi a rinunciare a quella duttilità che abbiamo già rilevata in altre occasioni. Si noti il particolare approccio sul primo (Allegro un poco agitato) e sul secondo soggetto (Assai animato) nel primo movimento, con un graduale cambiamento di metronomo da lento a veloce. Giorgi cerca, e trova, sempre l’ampiezza del fraseggio raggruppando le cellule di 4+4+2+2 battute in uniche campate, favorendo la scorrevolezza del discorso e dando particolari direzioni al fraseggio. Senza inerpicarci in lunghe e dettagliate analisi, il valore di questa interpretazione non sta in “quello che accade”, non ci sono voli pindarici, idee forzatamente originali, estremizzazioni dinamiche o metronomiche, ma sta in “come accade”: la percezione del tempo che passando da veloce a lento guadagna in scorrevolezza, l’aspettativa che crea una pausa (penso alla sospensione prima della coda del quarto movimento in un silenzio assoluto della sala perugina), al suono perfettamente sostenuto dell’Allegro Maestoso assai, davvero Maestoso assai e non veloce come frequentemente siamo abituati ad ascoltarlo, che segue subito dopo. In tutto questo l’orchestra si fa trasportare dalla plasticità del gesto di Giorgi, che con il recente abbandono della bacchetta ha guadagnato in comunicativa ed espressività, restituendo un elegante impasto sonoro.

Grandi applausi in conclusione di sinfonia da parte del pubblico umbro che chiede a gran voce un bis, non concesso, dagli ordini superiori dei palchi e dalla galleria e che tributa a tutte le prime parti dell’orchestra ed al direttore fragorosi applausi. Unico appunto? Un fuori programma l’avrei gradito volentieri anch’io.

Luca Di Giulio
(20 maggio 2022)

La locandina

DirettoreDaniele Giorgi
ViolinoSergei Krilov
Orchestra Leonore 
Programma:
Hans Gál
Kaledonische Suite op. 54 (1049)
Pëtr Il’ič Cajkovskij
Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35
Felix Mendelssohn Bartholdy
Sinfonia n. 3 in la minore op. 56 “Scozzese”

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