Pesaro: l’archivio della famiglia Albani rivela almeno 23 volumi dedicati alla famiglia del liuto

All’interno dell’archivio della famiglia Albani conservato presso Villa Imperiale di Pesaro, interamente digitalizzato ed inventariato nel quadro di un progetto ideato e curato dalla Biblioteca Oliveriana di Pesaro, sono stati rinvenuti, grazie alla collaborazione tra la curatrice Brunella Paolini e il maestro Franco Pavan del Conservatorio di Verona, almeno 23 volumi dedicati alla famiglia del liuto e ulteriori manoscritti tutti contenenti musica inedita anche per altri strumenti, quali il clavicembalo e la viola da gamba.

Si tratta di una scoperta di enorme rilevanza per la storia musicale d’Occidente, poiché il corpus albaniano va a porsi a pieno diritto come la collezione privata più importante al mondo e tra le più notevoli in assoluto, accanto a quelle della Berlin Staatsbibliothek (26 volumi), della Biblioteca Jagellonska di Cracovia (21 volumi), della Musikbibliothek der Stadt di Lipsia (21 volumi), della Bayerische Staatsbibliothek di Monaco in Baviera (19 volumi)  e della Bibliothèque Nationale di Parigi (30 volumi).

Peraltro, rispetto alle citate raccolte, frutto di donazioni e acquisizioni susseguitesi per acquisti non preventivati o per donazioni, la raccolta Albani presenta un’essenza unica, andando a coprire in maniera compatta e altamente dimostrativa un periodo della storia della grande famiglia urbinate – fra il 1590 e il 1640 circa, con eccezioni – che è cruciale per la storia del liuto. Inoltre, la possibilità di correlare i documenti musicali con gli altri presenti nel fondo, in stretta relazione con il contesto nel quale si sono originati, può contribuire significativamente alla ricostruzione di un ambito musicale non ancora pienamente noto.

Secondo quanto emerge da un primo sondaggio, i compositori rappresentati sono principalmente legati al mondo musicale romano, come Lorenzino Tracetti, il Cavaliere del Liuto (Vincenzo Pinti) e Johannes Hieronimus Kapsperger, liutista della famiglia Barberini e di papa Urbano VIII.

La Biblioteca Oliveriana, con il lavoro di inventariazione e digitalizzazione dell’Archivio Albani, consultabile all’indirizzo www.archivioalbani.it, consente oggi alla città di Pesaro di porsi come uno dei punti di riferimento mondiali per la ricerca legata al repertorio liutistico. La collezione appena rinvenuta si aggiunge alla già straordinaria presenza del manoscritto oliveriano 1144, il noto “Codice a cuore”, che contiene alcune delle più antiche intavolature conservate, risalenti agli ultimi anni del secolo XV. Altri tre manoscritti, databili alla prima metà del XVII secolo e dedicati al repertorio del liuto e della sua famiglia, sono custoditi presso la biblioteca del Conservatorio “G. Rossini”. Complessivamente il ricco corpus di intavolature per liuto confermano Pesaro “Città della Musica”.

Proprio in qualità di Città creativa della Musica UNESCO, Pesaro parteciperà all’Annual Conference del Network delle città creative che si svolgerà a Fabriano dal 10 al 15 giugno prossimi. Il programma prevede che l’11 giugno si incontreranno a Pesaro i rappresentanti delle città della musica. È possibile anticipare che tra gli eventi previsti avrà luogo il primo concerto dedicato a composizioni inedite provenienti dal rinvenimento della collezione Albani.

Parteciperanno alla Tavola rotonda Fabrizio Battistelli (presidente Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani), Daniele Vimini (vicesindaco e assessore alla Bellezza Comune di Pesaro), Brunella Paolini (Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani), Maria Chiara Mazzi (Conservatorio di musica “G. Rossini” di Pesaro), Dinko Fabris (Università degli Studi della Basilicata) e Franco Pavan (Conservatorio di musica “Evaristo Felice Dall’Abaco” di Verona). Gli interventi saranno accompagnati da esecuzioni musicali proposte da Franco Pavan al liuto, dal soprano Pamela Lucciarini e da Marco Mencoboni al clavicembalo.

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