Pesaro: rinnovamento e tradizione al ROF dell’Anno Rossiniano

Alla vigilia dei suoi primi 40 anni (la presente edizione è la numero 39) e nel cuore dell’Anno Rossiniano (il centocinquantenario della morte), il Rof di Pesaro si presenta ai blocchi di partenza con rinnovate ambizioni, forte di una consolidata tradizione e non senza cambiamenti significativi, specialmente per quanto riguarda la sua guida. Quello che prende il via sabato 11 agosto è infatti il primo festival con “gerenza” totalmente rinnovata: l’ininterrotta guida dello storico sovrintendente Gianfranco Mariotti si è conclusa nello scorso settembre, e ora al Rof c’è un uomo solo al comando, l’ex tenore Ernesto Palacio, figura di rilievo nella Rossini Renaissance negli anni Settanta e Ottanta. Entrato un paio di anni fa nel board come direttore artistico al posto di Alberto Zedda, dopo la sua scomparsa nel marzo 2017 Palacio gli è subentrato anche nel ruolo di direttore dell’Accademia Rossiniana, assumendo infine la sovrintendenza quando Mariotti – 87 anni ben portati – si è dimesso, lo scorso 7 settembre.

Il festival del centocinquantenario rossiniano si caratterizza per un “colpo di reni” nelle produzioni o co-produzioni, a cui partecipano peraltro numerosi debuttanti fra registi, direttori e cantanti. Sono come sempre tre i titoli principali in calendario, ma come quasi mai è accaduto si tratta in tutti tre i casi di nuovi allestimenti. L’inaugurazione (Adriatic Arena, 11 agosto, repliche 14, 17 e 20 agosto) è affidata a Ricciardo e Zoraide, opera scritta da Rossini per il San Carlo di Napoli dove fu rappresentata la prima volta il 3 dicembre 1818, con notevole successo. Proprio al Rof va il merito della sua riesumazione dopo il lungo oblio del secondo Ottocento e del primo Novecento. La prima in tempi moderni avvenne infatti a Pesaro il 3 agosto 1990, regia di Luca Ronconi, protagonisti vocali William Matteuzzi, June Anderson e Bruce Ford. Quello spettacolo ebbe una sola ripresa, sei anni più tardi: l’attuale proposta giunge quindi dopo 22 anni di assenza del titolo dalle scene del festival.

Analogo destino rappresentativo ha avuto il secondo titolo in locandina, Adina, farsa in un atto scritta da Rossini per il Teatro Real di Lisbona nello stesso 1818 del Ricciardo, ma rappresentata per la prima volta nella capitale portoghese solo nel 1826. La prima esecuzione a Pesaro, con regia di Moni Ovadia, risale al 1999, seguita nel 2003 da una sola ripresa. Questo raro titolo torna dunque dopo 15 anni, con prima rappresentazione al teatro Rossini il 12 agosto e repliche il 15, 18 e 21 agosto. Un “greatest hit” è invece, ovviamente, Il barbiere di Siviglia, frequente al Rof anche se senza particolari exploit musicali o registici. Questa nuova versione è affidata al grande vecchio Pier Luigi Pizzi, 88 anni, venti titoli rossiniani all’attivo e per lunghi anni “colonna” del Rof con i suoi allestimenti, che però finora non avevano mai compreso Il barbiere. Pizzi ha promesso una rivisitazione nel senso della commedia classica di tradizione, fuori da ogni tentazione farsesca. Le rappresentazioni (Adriatic Arena, 13, 16, 19 e 22 agosto) diranno. L’eccellente risultato della sua Pietra del paragone, oltre che la colta esperienza dell’uomo di teatro, fanno bene sperare.

Curosità c’è anche di vedere come Marshall Pynkoski ha risolto la tesa drammaturgia sentimentale che si sviluppa in Ricciardo e Zoraide. Il regista canadese, con salde radici nel mondo del balletto, approda a Pesaro cinque anni dopo il debutto a Salisburgo con un Lucio Silla di grande impatto e ha annunciato raffinate figurazioni islamiche, grazie a uno scenografo, Gerard Gauci, che è grande esperto di “arti orientali”. E poi, naturalmente, non mancherà la danza, grazie alle ampie pagine orchestrali di Rossini, con ballerini in interazione con i cantanti. Quanto ad Adina, la firma registica sarà di Rosetta Cucchi, che è collaboratrice del Wexford Opera Festival con cui lo spettacolo è coprodotto.

Sul piano musicale, confermata la collaborazione con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai (impegnata in Ricciardo e nel Barbiere), da segnalare un doppio debutto anche fra i direttori: Giacomo Sagripanti salirà sul podio per Ricciardo e Zoraide, Diego Matheuz, sarà impegnato in Adina. Il barbiere di Siviglia è invece affidato a Yves Abel, che qui lo aveva già diretto nel 1997.

Quanto ai cantanti, attenzione puntata sul ritorno  (dopo un solo anno di pausa e venti di presenza quasi continuata) della superstar Juan Diego Florez, che sarà Ricciardo nell’opera inaugurale. Al suo fianco l’altro tenore Sergey Romanovsky, eccellente l’anno scorso nel Siège de Corinthe e il lanciatissimo soprano sudafricano Pretty Yende. Altra debuttante di rango sarà il soprano americano di origini cubane Lisette Oropesa, che in Italia si è già fatta notare come Gilda all’Opera di Roma e a Pesaro darà voce e scena alla protagonista del titolo in Adina. Infine, nel Barbiere compagnia in equilibrio fra interpreti da pochi anni usciti dall’Accademia Rossiniana come Davide Luciano (Figaro) e Aya Wakizono (Rosina) e altri di consolidata esperienza come Maxim Mironov (Almaviva), Michele Pertusi (Basilio) e Pietro Spagnoli (Bartolo).

Il festival giovane, con gli allievi dell’Accademia Rossiniana impegnata nel Viaggio a Reims, sarà di scena nelle mattinate del 15 e del 17 agosto. Fitto il calendario di concerti, chiusura il 23 agosto al teatro Rossini con la Petite Messe Solennelle in versione orchestrale diretta da Sagripanti; solisti Carmela Remigio, Daniela Barcellona, Celso Albelo e Nicolas Courjal.

Tutti i dettagli sul rinnovato sito istituzionale: www.rossinioperafestival.it

Cesare Galla

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