Peter Paul Kainrath racconta il Bolzano Festival Bozen Covid edition

Dire che anche per quest’anno torna in Alto Adige il Bolzano Festival Bozen non è una notizia scontata. Dopo anni di grande musica, interpreti di fama internazionale, esaltanti orchestre giovanili, grandi pianisti e future stelle del Concorso Busoni, musica antica, solisti ed ensemble, la ricca estate culturale di Bolzano poteva scomparire causa Covid-19 come molte altre realtà di riguardo in Italia e non solo.

Eppure, il BFB ci sarà anche nel 2020 ed è pronto a regalare – in sicurezza – un cartellone di concerti per soddisfare il desiderio di musica dal vivo di tutti noi, parola di Peter Paul Kainrath, direttore artistico della Fondazione Busoni – Mahler a cui è affidato il coordinamento dell’intero Bolzano Festival.

Gli appuntamenti di questa edizione si svolgeranno tutti nel mese di agosto: diciannove giornate per un totale di ventinove proposte, suddivise nei diversi cicli che storicamente fanno capo al virtuoso contenitore del festival bolzanino, ossia grandi orchestre (EUYO e GMJO), musica antica (Antiqua), Festival Busoni, Orchestra Haydn e Streicherakademie Bozen. Anche le preselezioni del Concorso Busoni e le masterclass con concerti dell’Accademia Gustav Mahler non salteranno, ma sono state riconfigurate per partire dall’autunno 2020. Chiediamo, quindi, a Peter Paul Kainrath come è stata pensata l’edizione che verrà inaugurata il prossimo 1° agosto.

  • Il livello e le dimensioni di una manifestazione come il BFB necessitano di una organizzazione pluriennale. Come avete fatto a preparare l’edizione 2020? Siete riusciti a mantenere le scelte già programmate o avete modificato man mano il calendario seguendo l’evoluzione della pandemia?

Il Bolzano Festival – ci spiega Kainrath – è un insieme di diverse proposte musicali, come Antiqua, lo storico concorso e il più recente festival dedicati a Ferruccio Busoni, l’Accademia Gustav Mahler, le orchestre giovanili. Il programma si crea insieme ed era già pronto alla fine dell’anno scorso, poi è arrivato il lockdown e mentalmente ci ha bloccato. Tra la fine di marzo e l’inizio di aprile non sapevamo cosa si sarebbe potuto fare davvero. Abbiamo poi capito che era meglio azzerare tutto e ripartire con un festival “Covid compatibile”, ossia aggiornare il programma guardando dal futuro, non dalle scelte passate, e allora siamo arrivati a questi parametri.

  • Quali sono, dunque, i contenuti “Covid compatibili” di questa edizione 2020?

Antiqua, per esempio, ha messo in piedi un programma che esplora gli spazi delle chiese distribuendo i musicisti all’interno, parafrasando la tradizione tardo-rinascimentale veneziana dei cori battenti. Questa è la prima chiave Covid compatibile. Per i protagonisti di questo ciclo sono stati coinvolti artisti italiani, così come per il Festival Busoni abbiamo puntato su interpreti presenti sul territorio italiano, trovando tre primi premi (Giuseppe Andaloro, Anna Kravtchenko, Roberto Cominati) che da tanti anni non tornavano a Bolzano con la chiusura affidata a Grigory Sokolov (con un concerto in onore ad Arturo Benedetti Michelangeli nei 100 anni dalla nascita). Anche la Streicherakademie di Bolzano realizzerà un concerto con un grande artista italiano, Giuliano Carmignola.

L’orchestra regionale Haydn negli ultimi anni è stata protagonista di un concerto all’aperto, al Parco delle semirurali, con quasi duemila persone presenti. Ovviamente ciò non è possibile ora, ma abbiamo deciso di non privare la cittadinanza di questa serata aperta a tutti, e l’abbiamo trasformata in una serie di concerti con piccolo ensemble in venti diversi cortili della città. Sono concerti abbastanza spontanei, che portano la musica sotto casa e il pubblico stavolta guarderà dal proprio balcone.

Gran parte dei concerti sono gratuiti, e per quelli a pagamento abbiamo abbassato i prezzi. Si tratta di un regalo alla città che volevamo fare, anche ai nostri cittadini, dopotutto siamo una fondazione della città di Bolzano. Se per i concerti a pagamento ci fosse una grande richiesta nelle prevendite, considerata anche la riduzione dei posti, quasi tutti gli artisti ci hanno concesso la possibilità di aggiungere una replica. Tutto questo insieme potrebbe essere la nostra risposta per andare avanti comunque, all’altezza delle sfide, per non inginocchiarci di fronte a questa situazione.

  • I luoghi storici del BFB, come Teatro e Auditorium, ospiteranno pochi concerti, mentre si apre un nuovo indirizzo per il festival, il NOI Techpark, il parco scientifico e tecnologico dell’Alto Adige aperto nel 2017 dopo un radicale intervento di riqualificazione urbana…

Il Teatro Comunale di Bolzano ospiterà la EUYO e la GMJO, dirette rispettivamente da Gianandrea Noseda (con Beatrice Rana al pianoforte) e da Tobias Wögerer (con il soprano Angela Denoke). Abbiamo cercato la modalità per garantire la presenza del lavoro di queste orchestre e continuare così la collaborazione. Ci saranno al massimo 35 musicisti sul palco e saranno candidati o ex candidati, presenti sul territorio nazionale, soprattutto per quanto riguarda la EUYO, ed anche docenti, per quando riguarda la formazione dell’Accademia Gustav Mahler che suonerà nel concerto di inaugurazione il 1° agosto all’Auditorium per la direzione di Philipp von Steinaecker (con il soprano Camilla Tilling).

Diversi concerti saranno invece ospitati al Teatro all’aperto che è stato realizzato presso il NOI Techpark, un anfiteatro con scalinata, palco e un tetto di copertura. Qui ascolteremo tre recital pianistici e tre serate di una nuova proposta dal titolo “Cinema meets Opera”. Si tratta della proiezione di tre opere (La Bohème, Rigoletto, La Traviata) prodotte da tre importanti Teatri internazionali in cui protagonista è il tenore Saimir Pirgu, che sarà presente alle serate per esibirsi in una rosa di arie accompagnate al pianoforte e per raccontare le opere stesse.

  • Cosa cambia, invece, per le preselezioni del Concorso Busoni e per l’Accademia Gustav Mahler?

Per i candidati del Concorso Busoni abbiamo fatto uno step in avanti. Non potevamo pensare di portare cento persone a Bolzano quest’estate – precisa Peter Paul Kainrath – e così abbiamo deciso che andremo noi nel mondo con il “Glocal piano project”, un insieme di locale e globale. La Fondazione Busoni-Mahler insieme al suo partner esclusivo Steinway & Sons lancerà questo nuovo format a novembre. Avremo una ventina di sedi in tutto il mondo dove i candidati si esibiranno in un vero e proprio concerto davanti ad un pubblico. Così garantiamo che i giovani pianisti non lascino il loro territorio nazionale, sperando con ciò di essere previdenti per il virus. Le performance saranno lanciate in diretta streaming e i prescelti saranno individuati da una giuria come sempre qualificata. Ma non solo, anche il pubblico potrà votare otto candidati. Tutta questa fase di emergenza ci ha portato a sviluppare qualcosa di più strategico e interessante.

Per l’Accademia Gustav Mahler cerchiamo di offrire non uno bensì tre momenti di formazione, grazie alla collaborazione con il Centro Culturale Gustav Mahler di Dobbiaco. Cominceremo a dicembre, preparando una cinquantina di allievi per un gran concerto di Natale, sperando si sia normalizzata la situazione, diretti da Daniel Harding con musiche di Beethoven. Proseguiremo con altri incontri, in presenza e virtuali, per offrire dodici mesi di formazione.

Dunque, che l’edizione 2020 sia. E quale suono apotropaico, saranno le stesse campane delle chiese di Bolzano ad annunciare e quindi a chiudere il BFB con l’opera “Campanae Caeli” del compositore gardenese Eduard Demetz. Il programma completo del Bolzano Festival Bozen è visionabile sul sito www.bolzanofestivalbozen.it e si ricorda che non solo per gli eventi a pagamento, ma anche per quelli ad ingresso gratuito è sempre richiesta la prenotazione (Teatro Comunale, T +39 0471 053800, , www.ticket.bz.it).

Monique Cìola

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