Piacenza: Norma infiamma il Municipale

Il Teatro Municipale di Piacenza, che durante i lunghi mesi di chiusura ha portato aventi la sua programmazione in streaming, ha riaperto ufficialmente i battenti con un grande titolo della tradizione belcantistica: Norma di Vincenzo Bellini.

L’allestimento, in coproduzione con il teatro Pavarotti-Freni di Modena e il teatro Regio di Parma, è stato realizzato secondi i criteri delle vigenti norme covid. 

Il capolavoro belliniano, incentrato sui tormenti della sacerdotessa druidica, gode di un’ambientazione basata sullo storico conflitto fra Galli e Romani. Da una parte abbiamo il consueto triangolo amoroso, dall’altra un fittizio affresco storico.

Protagonista, come spesso avviene nel melodramma italiano, è l’invenzione melodica di cui Bellini è stato sommo artefice. L’orchestrazione minimalista, infatti, cede il passo a sublimi arcate vocali che si fondono in mirabili duetti e terzetti, contrappuntati dagli interventi del coro.

Nicola Berloffa, che per il Municipale ha già firmato delle regie, sceglie la via della staticità (probabilmente anche per ragioni di distanziamento) creando due ambienti scenici, ad opera di Andrea Belli, che mostrano un cortile di un palazzo fra le macerie e una stanza interna, ovvero due contesti -storico e intimo- inscindibili. L’azione viene trasposta da Berloffa nel XIX secolo, epoca di grandi rivoluzioni, tuttavia, per quanto i costumi di Valeria Donata Bettella siano particolarmente evocativi, il trasferimento temporale non rivela nuovi spiragli interpretativi ma funge da cornice in cui fluiscono le diverse azioni.

Di maggiore impatto è la lettura di Sesto Quatrini, al suo debutto in Norma, il quale stacca tempi funzionali all’incessante alternarsi di recitativi e forme musicali che magistralmente Bellini concatena, anticipando i principi estetici wagneriani. Attento alla sottile trama della partitura, Quatrini non cede a prassi che impoveriscono il suono orchestrale ma sostiene il canto con corpose sonorità romantiche soprattutto laddove il dramma si intensifica. 

In questa lettura il soprano americano Angela Meade, dotata di una vocalità importante ma capace di eleganti filature, dà vita a una Norma sensibile, più fragile che altera, i cui tratti drammatici emergono soprattutto nell’estrema apoteosi finale.

Al suo fianco Paola Gardina tratteggia una Adalgisa dai giovanili accenti, la cui duttile vocalità di mezzosoprano le permette di gareggiare con Norma in finezze belcantisiche e 

puntature inaspettate. 

A indossare le vesti di Pollione è il tenore Stefano La Colla che con spavaldi accenti e vigori interpretativi affronta la parte del valoroso preconsole Romano. 

Distinto nel canto è l’Oroveso di Michele Pertusi la cui morbidezza di emissione rivela tutta la bellezza della scrittura belliniana e la cui presenza scenica conferisce nobiltà al ruolo. 

Molto bene anche Stefania Ferrari nel ruolo di Clotilde e Didier Pieri nei panni di Flavio.

Ottima l’Orchestra Filarmonica Italiana così come il Coro del Teatro Municipale diretto dal maestro Corrado Casati.

Applausi calorosissimi da parte del pubblico accorso per la ripartenza della Stagione 2021 del Municipale di Piacenza finalmente tornato a una totale percentuale della sua capienza. 

Ora non ci resta che aspettare i prossimi importanti appuntamenti musicali al 100%.

Gian Francesco Amoroso
(22 ottobre 2021)

La locandina

DirettoreSesto Quatrini
RegiaNicola Berloffa
SceneAndrea Belli
CostumiValeria Donata Bettella
LuciMarco Giusti
Personaggi ed interpreti:
PollioneStefano La Colla
OrovesoMichele Pertusi
NormaAngela Meade
AdalgisaPaola Gardina
ClotildeStefania Ferrari
FlavioDidier Pieri
Orchestra Filarmonica Italiana
Coro del Teatro Municipale di Piacenza
Maestro del coroCorrado Casati

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