Presentata a Milano la Stagione 2018-19 del Teatro Giuseppe Verdi di Trieste

In tempo di globalizzazione le realtà periferiche si spostano al centro ed ecco che, nella sede milanese del Gruppo Allianz, socio fondatore permanente e main sponsor del Teatro Verdi di Trieste, è stata illustrata stamane l’attività artistica futura della Fondazione lirica triestina, che ha approfittato della ghiotta occasione per annunciare anche alcune iniziative di valenza nazionale e internazionale in programma prossimamente.

Sarà “una stagione all’insegna della vocazione internazionale di Trieste e della capacità del suo Teatro Lirico di essere uno straordinario veicolo di valori, tradizioni e identità culturale della città e della Regione Friuli Venezia Giulia in tutto il mondo” ha esordito il Sovrintendente Stefano Pace, affiancato nell’incontro milanese non dal Sindaco e Presidente della Fondazione Roberto Dipiazza, trattenuto a Trieste da altri impegni, ma dall’Assessore alla Cultura della Regione Friuli-Venezia Giulia Tiziana Gibelli, dall’Assessore ai Teatri del Comune di Trieste, Serena Tonel oltre che dal Direttore Generale del Teatro Verdi Antonio Tasca.

“Stiamo costruendo un vero e proprio ‘progetto Verdi’,” ha proseguito il Sovrintendente “basato su rigore di gestione, crescita artistica, internazionalizzazione e ampliamento del pubblico. Siamo grati al Gruppo Allianz per avere pienamente colto il potenziale di questo progetto e per avere scelto il nostro Teatro quale nuovo partner di produzione culturale.”.

La programmazione 2018-2019 della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste si articola in tre percorsi: la Stagione Sinfonica, la Stagione Lirica e di Balletto e, per la prima volta in un’unica rassegna annuale, una Stagione specificatamente ideata per avvicinare all’opera nuovo pubblico, adatta a tutti e a tutte le età.

Sei i concerti in calendario nella stagione sinfonica che si svolgerà dal 14 settembre a fine ottobre, otto i titoli d’opera e di balletto per la stagione lirica che s’inaugurerà il 16 novembre nel nome di Bellini con I Puritani, assenti da qualche tempo dalle scene triestine, e si chiuderà a giugno 2019 con la Carmen di Bizet.

La stagione sinfonica proporrà un’interessante panoramica che dal Settecento arriverà ai nostri giorni, con delle novità assolute – per esempio Dissolutio per orchestra d’archi di Paolo Longo, nuova commissione della Fondazione, composta e diretta dal musicista triestino – e tanta bella musica italiana, tedesca, francese e russa. Pagine molto conosciute come il Concerto per violino e orchestra e la Quinta Sinfonia di Beethoven, diretti da Pinchas Steinberg in apertura di stagione, si alterneranno a composizioni meno frequentate come la Symphonie choréographique Daphnis et Chloé di Ravel o, di Ottorino Respighi, la Rossiniana e Vetrate di chiesa nel concerto conclusivo che sarà diretto da Fabrizio Maria Carminati.

Il cartellone sarà arricchito dalla presenza di musicisti come la versatile Lera Auerbach, donna compositore, direttore e pianista, e di solisti di richiamo come il clarinettista Alessandro Carbonare e i violinisti Sergej Krylov e Kirill Troussov. Quest’ultimo interpreterà il concerto per violino di Pëtr Il’ič Čajkovskij con lo stesso Stradivari utilizzato per la sua prima esecuzione a Vienna, nel dicembre del 1881.

“Rispetto agli anni passati” è stato sottolineato “la Stagione Lirica e di Balletto presenterà oltre a opere della tradizione, titoli più ricercati che saranno realizzati anche in collaborazione o in coproduzione con altri teatri tra cui, l’Odessa National Academic Theater of Opera and Ballet per Il Principe Igor di Borodin, il Teatro Nazionale Sloveno di Maribor per Andrea Chénier di Giordano e la giapponese Kitakyūshū City Opera per la conclusiva Carmen.

Il prossimo 16 novembre la stagione lirica e di balletto prenderà il via, quindi, con I Puritani di Bellini, Antonino Siragusa ed Elena Mosuc protagonisti; seguirà La Bella Addormentata di Čajkovskij, con i solisti e il corpo di ballo del Teatro di Odessa (dicembre 2018), Nabucco in rappresentanza del repertorio giovanile di Giuseppe Verdi (gennaio 2019) e, a segnare il grande ritorno del repertorio russo sulla scena triestina, Il Principe Igor di Aleksandr Borodin (febbraio 2019).

Il cartellone si svilupperà poi con due classiche storie d’amore contrapposte. L’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti (marzo 2019) ne sarà la pagina giocosa e si avvarrà del segno scenografico di Emanuele Luzzati, mentre Madama Butterfly di Giacomo Puccini in un nuovo allestimento firmato da Alberto Triola ne rappresenterà l’aspetto tragico (aprile 2019). In chiusura il molto atteso Andrea Chénier e Carmen.

“La capacità della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di creare sinergie con Fondazioni similari all’estero” ha affermato a sua volta il Direttore Generale, Antonio Tasca “è il risultato di tre anni d’intenso lavoro, che oltre a proiettare la città di Trieste e il suo teatro nel panorama lirico internazionale ha avuto e avrà anche l’obiettivo di divulgare la tradizione musicale italiana all’estero.”.

Quest’attività, è stato evidenziato, rientra in un progetto del Comune di Trieste finanziato dal MiBACT che prevede, a fine settembre 2018, una prima tournée del Teatro Verdi a Kitakyūshū in Giappone con Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, e in seguito con il concerto sinfonico condotto al Verdi da Nikša Bareza che sarà replicato al Teatro Nazionale Croato di Zagabria, di cui il Maestro è Direttore Musicale.

Nell’autunno 2019 anche grazie al sostegno del Gruppo Allianz che ne sarà il main sponsor, la Fondazione andrà poi in tournée in Giappone con la produzione de La Traviata di Giuseppe Verdi, appena presentata a Trieste.

L’impegno della Fondazione per avvicinare i giovani e i meno assidui frequentatori dell’opera è viceversa al centro dalla rassegna Sempre Verdi da 0 a 100 (e +)” che, oltre alle già collaudate Lezioni concerto rivolte alle scuole di tutto il Friuli Venezia Giulia, completerà l’offerta musicale con la leggerezza delle fiabe e delle opere buffe.

Sei allestimenti “da camera”, ospitati anche nella Sala del Ridotto, tra cui in prima assoluta Il Castello incantato, una nuova commissione della Fondazione a Marco Taralli ispirata alle vicende legate al Castello di Miramare, alle porte di Trieste, e i collaudati Gianni Schicchi di Giacomo Puccini e La serva padrona di Giovanni Paisiello, e ancora Bastiano e Bastiana, Singspiel di Wolfgang Amadeus Mozart in un nuovo allestimento della Fondazione.

Non una parola è stata detta a proposito dell’interruzione del rapporto tra la Fondazione lirica triestina ed Ezio Bosso che per nemmeno un anno ne è stato Direttore stabile residente e il silenzio che continua a circondare la vicenda è in qualche modo assordante. Molto più pragmaticamente, in chiusura d’incontro, il Sovrintendente ha preferito ringraziare, anche in nome del Presidente della Fondazione, Roberto Dipiazza, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il Comune di Trieste, e i soci privati fondatori Allianz e Fondazione CRTrieste e tutti gli altri soci e sponsor privati che renderanno possibili le stagioni annunciate.

Rino Alessi

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