Presentato il progetto Interreg tARTini

Nato a Pirano, in Istria, l’8 aprile del 1692 e morto a Padova, dove visse e creò una numerosa famiglia, il 26 febbraio del 1770, Giuseppe Tartini fu personalità eclettica e musicista prolifico. Violinista di vaglia, didatta insigne, compositore e teorico della musica, fu cittadino della Repubblica di Venezia. Lo si ricorda soprattutto come autore della celebre sonata per violino in sol minore Il trillo del diavolo. A lui è intitolato il Conservatorio di Trieste, mentre i comuni di Milano, Torino, Bologna e Padova gli hanno intitolato ciascuno una via; Roma gli ha dedicato un largo.

Il prossimo mercoledì 26 febbraio 2020, la celebrazione del duecentocinquantesimo anniversario dalla sua scomparsa, offrirà al mondo un’occasione per restituirne e metterne in giusto valore la figura musicale e culturale.

Tartini non solo divenne il primo e più famoso violinista d’Europa del suo tempo, ma fu anche un grande didatta con una visione pionieristica del percorso formativo dei suoi allievi che passava attraverso il confronto e lo scambio fra studenti di diverse latitudini. Fu, inoltre, scienziato e tecnologo: pubblicò importanti trattati sull’armonia e sulla teoria della musica, inclusa quella assai nota sul “terzo suono”. Si deve a lui la storica modifica dell’archetto, che ha per sempre cambiato, insieme alla postura esecutiva, l’impatto della sonorità e la tenuta della nota del violino.

Il progetto Interreg tARTini di Turismo culturale all’insegna di Giuseppe Tartini, presentato ufficialmente nei giorni scorsi a Trieste, deriva dalla collaborazione fra realtà culturali e istituzioni pubbliche di Italia e Slovenia riunendo accanto al Comune di Pirano, capofila dell’iniziativa, il Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste, l’Università di Padova, dove il progetto è nato in seno al Dipartimento di studi linguistici e letterari per iniziativa di Sergio Durante, il Segretariato dell’Iniziativa Centro-Europea (InCE), la Comunità degli Italiani di Pirano, il Festival di Lubiana.

Partner italiani e sloveni si sono riuniti nell’intento di valorizzare un patrimonio culturale che, nel nome di Giuseppe Tartini, realizza un nuovo percorso di turismo culturale transfrontaliero, co-finanziato dal programma Interreg nel quadro della politica di sviluppo regionale dell’Unione Europea.

Il progetto è stato illustrato dal Presidente del Conservatorio Tartini Lorenzo Capaldo affiancato dal Vice Sindaco di Pirano Manuela Rojec, dagli esperti scientifici Margherita Canale e Paolo Da Col del Conservatorio di Trieste, dall’Amministratore di Divulgando s.r.l. Alessio Mereu e dal project manager dell’Iniziativa Centro Europea Ugo Poli.

Sono al momento cinque i capitoli del percorso di turismo musicale e culturale nei “luoghi” di Giuseppe Tartini che collegheranno la natia Pirano dove il ricordo del musicista è ben conservato, a Padova facendo tappa Trieste e a Lubiana. Un percorso permanente che si apre non solo a studiosi e appassionati, ma anche a visitatori e turisti ignari delle bellezze della costa slovena, prendendo le mosse dal web e dall’inedita possibilità di accesso, tramite internet, a quello che è stato definito tutto lo “scibile tartiniano”.

Nel dettaglio e in estrema sintesi ecco i capitoli del percorso che ha nel nuovo sito www.discovertartini.eu il suo fiore all’occhiello. Esso ricostruisce, infatti, la vita e le opere di Giuseppe Tartini e permette di navigare fra archivi digitali, un motore di ricerca musicale, lettere, scritti scientifici e didattici, la guida a musei e luoghi tartiniani, la discografia, le informazioni sulle eccellenze del territorio e una sezione, Tartini Junior, che racconta ai più piccoli la straordinaria figura di Tartini.

Il nuovo allestimento di Casa Tartini a Pirano: uno spazio di ricerca accademica e di condivisione dell’eredità culturale del Maestro delle Nazioni con il nuovo percorso museale multimediale creato ad hoc con competenza e passione. La casa natale del musicista, sulla piazza principale della cittadina istroveneta a lui intitolata, ha grande importanza per la comunità piranese e in particolare per la comunità italofona che la custodisce e che proprio in questa sede organizza molte attività a lui dedicate. In casa Tartini è conservato l’unico violino conosciuto che sia appartenuto al musicista. La ristrutturazione e la riqualificazione della casa natale rappresenta uno dei risultati più importanti del progetto Interreg.

Il percorso transfrontaliero della Tartini Route, che collega i luoghi fra Pirano e Padova dove Tartini ha vissuto e lavorato, influenzando il più vasto ambiente culturale europeo, funge da ponte Trieste che gli ha intitolato il Conservatorio e ha creato per l’occasione uno spazio espositivo denominato l’aTelier di Tartini: la “stanza” in cui sono custoditi cimeli, documenti autografi, lettere e altri oggetti, in una mostra permanentemente aperta al pubblico.

L’Epistolario “Lettere e documenti” (EUT 2020): un volume in cui per la prima volta sono raccolte oltre duecento lettere, per la maggior parte inedite, che gettano un fascio di luce sulla personalità artistica di Giuseppe Tartini e sulla sua dimensione umana e quotidiana.

L’appuntamento è per il prossimo 26 febbraio, data in cui sarà ufficialmente inaugurato a Trieste l’aTelier di Tartini, mentre a Padova nell’Aula Magna dell’Università si terrà una conferenza su Tartini e Bach a cura di Pierpaolo Polzonetti dell’Università di California con esempi musicali suonati dal vivo dal violinista Enrico Gatti e dal violoncellista Gaetano Nasillo. In serata Salvatore Accardo sarà l’ospite del concerto che la Nuova Orchestra da camera Ferruccio Busoni di Trieste diretta da Massimo Belli offrirà al pubblico del delizioso Teatro Tartini di Pirano, a pochi passi dalla casa natale. In programma solo musiche del Maestro delle Nazioni, naturalmente.

Rino Alessi

0 0 voto
Vota l'articolo
Iscriviti
Notificami

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti