Ravenna: Duets and solos, concerto per danza, pianoforte e violoncello

«Lavorare con chi danza è come suonare musica da camera» ci ha rivelato il violoncellista Mario Brunello, che con la pianista Beatrice Rana ha partecipato a Duets and solos, spettacolo ideato da Daniele Cipriani con la consulenza musicale di Gastón Fournier Facio, andato in scena il 17 luglio a Nervi per l’inaugurazione del Festival internazionale del Balletto e della Musica e il giorno successivo, nel corso del Ravenna Festival, alla Rocca Brancaleone della città romagnola, dove vi abbiamo assistito.

Il carattere speciale delle serate di Nervi e di Ravenna dipendeva da almeno tre fattori: prima di tutto il ritorno della danza in palcoscenico dopo i mesi di chiusura; poi la presenza di Rana e Brunello, invece che di un’orchestra o di un supporto registrato, a fornire la base musicale per i numeri di danza; infine, l’idea brillante di coinvolgere étoiles che sono in coppia anche nella vita, come Silvia Azzoni e Alexander Ryabko dell’Hamburg Ballet e Iana Salenko e Marian Walter, che fanno parte del corpo di ballo dell’Opera di Berlino. Si è così aggirato il divieto di contatto in scena e nei duetti i ballerini sono stati liberi di toccarsi e di abbracciarsi.

A completare il gruppo di stelle della danza, Hugo Marchand dell’Opéra de Paris, Sergio Bernal Alonso, già del Ballet Nacional de España, e Matteo Miccini dello Stuttgart Ballet. Di carattere e stile diverso le coreografie, realizzate tra gli altri da John Neumeier, Uwe Scholz, Michel Fokine, Jerome Robbins, Roland Petit e dallo stesso Bernal.

Per tornare al paragone con la musica da camera, Brunello ci ha spiegato come per conciliare le esigenze di danzatori e musicisti si debbano trovare volta a volta soluzioni che permettano libertà di espressione a tutti. «Proprio come succede quando si suona in trio o in quartetto e non ci si conosce: non è che uno può dire “questo è il mio tempo e voi dovete seguirlo”. Ci si mette d’accordo. È chiaro comunque che i danzatori sono abituati a provare su musica registrata, con ripetizioni sempre uguali, mentre quando si suona dal vivo, anche in prova, qualche cosa cambia sempre. Questo richiede da parte loro uno sforzo di adattamento» ha aggiunto il violoncellista.

L’intelligente adattamento reciproco, ma anche l’evidente piacere di lavorare insieme, hanno sortito un felicissimo risultato nello spettacolo in cui si susseguivano numerosi brani, alcuni danzati e altri solo strumentali, incorniciati da una Morte del cigno all’inizio e una alla fine; entrambe si basavano sul “Cygne” di Saint-Saëns dal Carnaval des animaux, ma la prima, con la coreografia storica di Michel Fokine, era al femminile, interpretata da Iana Salenko; la seconda contemporanea (coreografo Ricardo Cue) e al maschile, con Sergio Bernal.

Tra l’una e l’altra, mondi diversi, dalle movenze classiche di Thaïs di Jules Massenet e Roland Petit, con Iana Salenko e Marian Walter, allo Zapateado creato per l’occasione e interpretato da Bernal su musica di Gaspar Cassadó, con il battere dei tacchi del danzatore a punteggiare le note del violoncello; dalla storia d’amore narrata da Neumeier in Nocturnes su musica di Chopin, con Silvia Azzoni e Alexandre Ryabko, all’intenso solo di SSSS con Matteo Miccini, coreografia di Edward Clug sempre su un Notturno di Chopin; da A Suite of Dances su brani delle Suites per violoncello solo di Bach, con coreografia creata da Jerome Robbins per Baryshnikov affidata alla fisicità dominatrice di Hugo Marchand, a Sonata di Sergej Rachmaninov e Uwe Scholz, ancora con Azzoni e Ryabko. Una sfilata di pezzi di bravura e di carattere che hanno messo in risalto le splendide doti delle étoiles e, con le loro, quelle di Beatrice Rana e Mario Brunello.

Tra I brani solo musicali, due legati sempre alla danza: la spiritosa Quadrille dal second’atto di Not Love Alone (1961), la prima opera di Rodion Ščedrin, compositore russo di notevole interesse le cui musiche vorremmo si ascoltassero più spesso in Italia, e Le Grand Tango di Astor Piazzolla offerto come bis, nel corso del quale tutti i danzatori sono arrivati a mano a mano in palcoscenico come in una sala da ballo, per poi hanno accennare qualche passo in libertà.

Tra un numero e l’altro e alla fine, fervidi gli applausi del pubblico.

Patrizia Luppi
(18 luglio 2020)

La locandina

VioloncelloMario Brunello
PianoforteBeatrice Rana
danzano:
Silvia Azzoni (Hamburg Ballet)
Sergio Bernal (già Balletto Nazionale di Spagna)
Hugo Marchand (Opéra de Paris)
Matteo Miccini (Stuttgart Ballet)
Alexandre Ryabko (Hamburg Ballet)
Iana Salenko (Opera di Berlino)
Marian Walter (Opera di Berlino)
consulenza musicale di Gastón Fournier-Facio
Programma:
Aria (Variazioni Goldberg BWV 988)
musica di Johann Sebastian Bach
Morte del cigno
coreografia di Michel Fokine (1901)
musica di Camille Saint-Saëns
SSSS
coreografia di Edward Clug
musica di Fryderyk Chopin
Nocturnes
coreografia di John Neumeier (2005)
musica di Fryderyk Chopin
A Suite of Dances
coreografia di Jerome Robbins (per Mikhail Baryshnikov, 1994)
Folia de Caballeros
coreografia di Sergio Bernal
musica Variazioni sul tema della follia
Quadrille
musica di di Rodion Ščedrin (dal II atto di Not Love Alone)
Thaïs
coreografia di Roland Petit
musica di Jules Massenet
Zapateado
(creazione per Duets and Solos)
coreografia di Sergio Bernal (2020)
musica di Gaspar Cassadó
La Valse
musica di Maurice RavelMaurice Ravel
Sonata
coreografia di Uwe Scholz
musica di Sergej Rachmaninov
The Swan
coreografia di Ricardo Cue
musica di Camille Saint-Saëns

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