Il festival “Benjamin Godard nei salotti parigini” si arricchisce di una nuova pagina, che illumina ulteriormente la figura del compositore e la innalza ad una considerazione che senza alcun dubbio merita.
Quella di Benjamin Godard, della sua figura e soprattutto della sua musica, si conferma, di ascolto in ascolto, come una delle più felici tra le riscoperte del Palazzetto Bru Zane. Godard o “della serenità”, della gioia leggera ma mai vacua che traspare dalle sue composizioni, del suo anelito ad una freschezza che non viene mai meno, neppure nei passaggi di maggior drammaticità.
Benjamin Godard è una scoperta felice e ricca di spunti di riflessione.
Ancora una volta il Palazzetto Bru Zane punta il riflettore, o meglio in questo caso la luce più soffusa di un elaborato lampadario da salotto, su di un compositore del quale ci si innamora al primo ascolto.
Figlia delle riforme liberali del 1864, prima delle quali gravi limitazioni erano imposte ai teatri parigini minori, “Les chevaliers de la table ronde” rappresenta la prima grande opera buffa in tre atti di Louis Auguste Florimond Ronger detto Hervé.
La Scuola Grande di San Giovanni Evangelista si presta nuovamente a cornice di una produzione del Palazzetto Bru Zane, dedicata a quel “meraviglioso” fiabesco legato a doppio filo al romanticismo francese.
Ph. Clemens Manser



