Il Trittico, Puccini guarda al futuro al Teatro Valli di Reggio Emilia

Stanno giungendo al termine le rappresentazioni del Trittico di Puccini nell’ allestimento che Cristina Pezzoli creò nel 2007 per il circuito lirico dell’ Emilia Romagna e per i teatri Modena Piacenza Reggio Emilia, che si concluderanno agli inizi di marzo a Ferrara. Mi è capitato di assistere a Reggio Emilia al Teatro Municipale R. Valli allo stesso allestimento visto a Piacenza con la quasi totalità del cast. Ma in queste ultime fasi, a Reggio Emilia, come a Ferrara ci sono state variazioni annunciate: è subentrata ad Anna Pirozzi (protagonosta a Modena e a Piacenza) nei ruoli di Giorgetta e Suor Angelica l’emergente soprano russo Svetlana Kasyan che si esibirà anche a Ferrara. La riproposta di questa produzione del Trittico pucciniano (Il Tabarro, Suor Angelica, Gianni Schicchi), si è dimostrata vincente raccogliendo successo ed entusiasmo sia per il risultato visivo che per la parte strettamente musicale. Sa di mestiere antico questo allestimento rassicurante e appagante agli occhi dello spettatore, con le scene di Giacomo Andrico, coadiuvato dal sapiente gioco di luci di Cesare Accetta riprese da Andrea Ricci che riproducono con realismo e fedeltà le ambientazione del libretto, il barcone di Michele sotto la bassa volta di un ponte, le colonne ed arcate di marmo candido per l’ambientazione conventuale di Suor Angelica, la camera da letto di Buoso Donati dominata da un enorme catafalco armadio. La regia di Cristina Pezzoli è coerente con l’ambientazione temporale della composizione, un primo Novecento che traspare del resto in tutta la linea compositiva che Giacomo Puccini ha voluto tessere su queste trame già per allora alquanto provocatorie ma che rientravano nello stato di essere della cultura di quel inizio secolo: il verismo trucido rappresentato nel Tabarro, il simbolismo visionario venato dall’alito congiunto dell’amore e della morte espresso nella Suor Angelica e la rivisitazione tra il grottesco e la farsa del medioevo dantesco. Nel 2007 Gianluca Falaschi era un costumista alle prime armi, i suoi costumi si attengono nei primi due quadri alla maniera di un realismo descrittivo; è nel Gianni Schicchi che fa esplodere tutta la sua inventiva, imprimendo quello che sarà il suo stile con l’uso sapiente del bianco e nero di gusto Liberty, le accentuazioni parodistiche dei singoli personaggi con la esasperazione di alcuni elementi di abbigliamento e trucco,

Il merito di questa produzione emiliana è stata a qualità delle figure di comprimariato, tutte ben delineate dal punto di vista vocale e interpretativo. A rappresentarli tutti, il giovane tenore Matteo Desole (in alternanza con Marco Ciaponi) nel doppio ruolo di Tinca e Rinuccio con bella voce fresca e svettante, per contrapposizione di ruolo in scena, il vecchio Talpa (Tabarro) e podestà decrepito Simone (Gianni Schicchi) di Francesco Milanese. Per le parti femminili un cenno particolare alla Lauretta di Francesca Tassinari. Si conferma comunque il luogo comune che ogni prestazione a teatro non è uguale all’altra. E lo si è notato soprattutto con Ambrogio Maestri, protagonista indiscusso del Tabarro, desolato e vendicativo Michele, più a suo agio nel ruolo di Gianni Schicchi, protagonista della beffa dove poteva far emergere la sua capacità grottesca e istrionica. Se ha mantenuto un una linea di canto possente in questa occasione ha accentuando però il declamato facendo perdere così quel senso del cantabile e della malinconia che caratterizza soprattutto la parte del Tabarro.

Il soprano russo Svetlana Kasyan debuttava nelle parti di Giorgetta del Tabarro e di Suor Angelica, presentandosi al pubblico con un ottimo curriculum artistico e con consolidati ruoli pucciniani alle spalle. Certamente, visto la sua fisicità ha caratterizzato una Giorgetta più sensuale che malinconica, la sua voce ha mostrato segni di una certa ruvidezza nelle parti alte della tessitura che ha fatto rimanere Suor Angelica nell’ambito di una buona esecuzione ma nulla di più. Completava il cast principale del Tabarro, Rubens Pellizzari, che ha restituito un Luigi nel Tabarro con tensione emotiva. Elemento di raccordo tra i vari quadri del trittico il mezzosoprano Anna Maria Chiuri, presente già nella precedente produzione del 2007 che ha assunto in questa tornata il ruolo di vera protagonista. Con una bella emissione chiara, distinta e piena di musicalità ha delineato una Frugola del Tabarro sognante e rassegnata, la Zita dello Schicchi intrigante e gabbata; ma certamente ha dominato il ruolo della Zia Principessa nella Suor Angelica, impenetrabile nella connotazione di algida esecutrice testamentaria e latrice della morte del figlio della monaca protagonista e accentuando la ruvidezza dell’anima accentuando l’incedere lento e ritmato con uno spettrale battito del bastone d’appoggio.

Successo meritato per il direttore d’orchestra Aldo Sisillo che ha gestito con competenza e musicalità l’Orchestra regionale dell’Emilia Romagna, facendo emergere alcune sonorità nascoste della scrittura pucciniana, enucleando le sonorità più decadenti e “moderne” della partitura. Teatro quasi esaurito e applausi calorosi per tutti gli interpreti con la conferma di un successo personale per il direttore. Prossimo e conclusivo appuntamento a Ferrara con altro cast che prevede nella parte di Michele e di Gianni Schicchi, Devid Cecconi, nel ruolo di Luigi, Vitaliy Kovalchuck, Giorgetta, moglie di Michele e Suor Angelica, con la conferma di Svetlana Kasyan; Frugola, moglie del Talpa, la Zia Principessa e Zita, cugina di Buoso sarà Cristina Melis, mentre Lauretta avrà al voce di Paola Santucci.

Federica Fanizza

(25 febbraio 2018)

La locandina

DirettoreAldo Sisillo
RegiaCristina Pezzoli
SceneGiacomo Andrico
CostumiGianluca Falaschi
LuciCesare Accetta riprese da Andrea Ricci
Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna
Coro della Fondazione Teatro Comunale di Modena
Scuola voci bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena
Maestro del coroStefano Colò
“IL TABARRO”
MicheleAmbrogio Maestri
LuigiRubens Pelizzari
Il TincaMatteo Desole
Il TalpaFrancesco Milanese
GiorgettaSvetala Kasyan
La FrugolaAnnamaria Chiuri
“SUOR ANGELICA”
Suor AngelicaSvetala Kasyan
La zia principessaAnnamaria Chiuri
La badessaGrazia Gira
La suora zelatriceLaura De Marchi
La maestra delle novizieMatilde Lazzaroni
Suor GenovieffaPaola Santucci
Suor OsminaPatrizia Negrini
Suor DolcinaAlice Molinari
La suora infermieraLucia Paffi
Una noviziaStella Sestito
“GIANNI SCHICCHI”
Gianni SchicchiAmbrogio Maestri
LaurettaFrancesca Tassinari
ZitaAnnamaria Chiuri
RinuccioMatteo Desole
GherardoGiovanni Castagliuolo
NellaGiulia De Blasis
GherardinoClaudia Ligabue
Betto di SignaValdis Jansons
SimoneFrancesco Milanese
MarcoFellipe Oliveira
La CiescaAlice Molinari

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