Rino Alessi: Daniela Mazzuccato. La regina dell’operetta

Si può essere diva pur non essendolo? La risposta è sì, e Daniela Mazzuccato ne è la prova provata; lo si scopre nel delizioso volume edito da Mgs Press “Daniela Mazzuccato. La regina dell’operetta” che Rino Alessi – dopo quelli su Piero Cappuccili, Carlo Cossutta, Giuseppe Patanè e Bonaldo Giaiotti – le dedica.

Veneziana di nascita, triestina d’adozione – e Trieste l’ha consacrata regina dell’operetta in anni di produzioni che resteranno nella storia del teatro musicale – la Mazzuccato incarna la miscela perfetta di voce dalle qualità tutt’altro che comuni e di bellezza che non è mai venuta meno col trascorrere degli anni.

Tecnica di ferro, presenza scenica carismatica e la capacità di passare da Mozart a Léhar – passando per il barocco e il contemporaneo – mantenendo intatti nel tempo voce e charme.

Alessi ne parla con l’affetto che deriva da lunghi anni di ascolti dal vivo e con vera amicizia, quella che non cede a piaggerie o ad adulazioni fatue, raccontandone la biografia e i ruoli “monstre” – Gilda, Oscar, Valencienne, Despina, Susanna – e lasciando poi, come negli altri volumi, la parola ai ricordi di chi con Daniela Mazzuccato ha condiviso il palcoscenico.

Ecco dunque i sapidi contributi di Donato Renzetti, di quel mostro di bravura che è Elio Pandolfi – che con lei fu Njegus in numerose Vedove allegre –, di Gino Landi, di Alfonso Antoniozzi, solo per citarne alcuni.

Non mancano le testimonianze di cantanti di generazioni successive a quella della Mazzuccato, che ne parlano con un misto di ammirazione e affetto, come fa Giorgio Caoduro.

Meravigliosa l’intervista a due voci che Alessi concerta con lei e Raina Kabaiwanska, ovvero la più bella coppia Hanna Glawari-Valencienne mai vista nei teatri italiani; qui l’ironia lieve e l’affetto reciproco tra le due cantanti sono quasi commovente.

Pochi giorni fa Rai5 ha ritrasmesso la storica Vedova allegra con la regia di Mauro Bolognini dal Teatro dell’Opera di Roma – allestimento che chi scrive vide e visse quando fu proposto alla Fenice di Venezia – in cui accanto alla coppia Mazzuccato-Kabaiwanska cantavano e recitavano Mikael Melbye, Elio Pandolfi e Max René Cosotti, splendido tenore e nella vita marito del soprano veneziano; spettacolo perfetto, grazie soprattutto alle due mattarici.

Chiudono il volume – ricco nella documentazione fotografica – un’appendice sulle produzioni video-discografiche e un’esauriente cronologia.

Da leggere d’un fiato, magari ascoltando la protagonista che canta “Deh vieni non tardare” dalle Nozze di Figaro.

Alessandro Cammarano

Rino Alessi
Daniela Mazzucato. La Regina Dell’operetta
Mgs Press
pagg. 136

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