Roma: Gibboni e Viotti, Santa Cecilia è giovane

“È stata un’emozione immensa e ringrazio il Presidente Mattarella, non pensavo… per me un grandissimo onore. Abbiamo parlato di questo premio, di questo traguardo che io e tutta l’Italia abbiamo raggiunto…” emozionatissimo Giuseppe Gibboni parla del suo incontro con il Presidente della Repubblica che lo ha ricevuto al Quirinale, per congratularsi con lui per la vittoria al premio internazionale Niccolò Paganini a Genova.

Dopo 24 anni il Premio Paganini torna nelle mani di un italiano, l’ultimo a vincerlo era stato Giovanni Angeleri nel 1997. La 56esima edizione del concorso internazionale di violino dedicato al grande musicista ligure, che è tra le più importanti competizioni violinistiche del mondo, ha infatti visto vittorioso il giovane violinista nato a Campagna in Provincia di Salerno nel 2001 da una famiglia di musicisti. Giuseppe frequenta il X anno al Conservatorio “Giuseppe Martucci” proprio a Salerno. Anche il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha voluto incontrare Gibboni al Collegio Romano e con lui Alexander Gadjiev secondo ‘Premio Chopin’ di Varsavia 2021, Leonora Armellini quinto sempre al ‘Premio Chopin’ di Varsavia 2021, Giovanni Bertolazzi secondo ‘Premio Listz’ di Budapest, nonché il Maestro Ottavio Dantone, direttore musicale dell’orchestra Accademia Bizantina di Ravenna, seconda migliore al mondo ai ‘Gramophone Award’ 2021. Erano passati inosservati al grande pubblico i prestigiosi risultati di questi giovani italiani che studiano e dedicano la loro vita alla musica. C’è voluta una lettera aperta al Corriere della Sera del maestro Danilo Rossi, prima viola del Teatro alla Scala, quasi un appello in cui lamentava l’indifferenza dei media per le affermazioni dei giovani artisti, a fronte delle giuste celebrazioni per le vittorie sportive degli atleti italiani.

Meglio di tutti però ha fatto l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: in difficoltà per il ritiro improvviso all’appuntamento del 4, 5 e 6 novembre, della violinista Veronika Eberle che avrebbe dovuto eseguire il concerto per violino di Korngold, ha deciso di chiamare a sostituirla proprio Giuseppe Gibboni. Colto di sorpresa è riuscito a farsi inviare il suo violino, che non aveva con sé, e si è immerso nelle prove per eseguire il Concerto in re maggiore op.35 di Petr Ilic Čajkovskij. In sala Santa Cecilia ha trovato un altro giovane musicista che debuttava nella gloriosa istituzione romana; Lorenzo Viotti trentenne franco-svizzero, già impegnatissimo con le più importati orchestre del mondo, è stato nominato direttore principale della Netherland Philharmonic Orchestra e della Dutch National Opera (DNO) di Amsterdam. Lorenzo è il figlio del compianto direttore italo-svizzero Marcello Viotti, scomparso cinquantenne nel 2005 quando era direttore principale del Teatro la Fenice di Venezia. Lorenzo Viotti oltre che musicista è uno sportivo appassionato e si diverte ad interagire con i suoi estimatori via social: attivissimo su Instagram si diverte a postare immagini dei suoi concerti od opere ma anche delle sue perfomances sportive. Lo seguono quasi settantacinquemila followers.

Il programma del concerto, oltre a Čajkovskij, prevedeva tre valzer ed era una scelta congeniale al maestro Viotti che ha iniziato giovanissimo come percussionista con i Wiener Philharmoniker. L’ouverture del Die Fledermaus di Johann Strauss, un valzer nostalgico e sensuale, la Suite dell’opera Der Rosenkavalier op.59 un valzer evocativo che diviene beffardo con il tema del Barone Ochs, per finire con La Valse di Maurice Ravel del 1920: un inizio angoscioso, scomposto che faticosamente riesce a prendere forma quasi arrivasse da lontano e con una malinconia di fondo, per finire come un vortice che conclude la composizione.

Un concerto sicuramente da ricordare quello dell’Accademia di Santa Cecilia: due giovani musicisti debuttanti e preparatissimi, un’orchestra in gran forma motivatissima e conquistata dal talento dei due rispondeva alla perfezione. Nel Concerto di Čajkovskji Giuseppe Gibboni ha dimostrato grande sicurezza, seguito con attenzione puntuale dal maestro Viotti. Dopo gli applausi scroscianti del pubblico entusiasta, nella sala finalmente piena al 100%, ha concesso due bis naturalmente immancabili due Capricci di Paganini il n.15 e il n.24. Lorenzo Viotti ha diretto a memoria, mostrando grande “visione” e una personalità spiccata che, sicuramente, ha conquistato un’orchestra abituata a bacchette di grandissimo prestigio.

All’uscita del concerto la sensazione di rinascita, dopo mesi così difficili per gli artisti e le istituzioni musicali, era palpabile. In particolar modo perché la gioia, il piacere di fare musica e l’impegno appartenevano a due giovani ed entusiasti musicisti.

Annarita Caroli
(4 novembre 2021)

La locandina

DirettoreLorenzo Viotti
ViolinoGiuseppe Gibboni
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Programma:
Johann Strauss
Die Fledermaus, Ouverture
Pëtr Il’ič Čajkovskij
Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35
Richard Strauss
Il cavaliere della ros, suite op. 59
Maurice Ravel
La Valse op. 72

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