Roma: West Side Story. Poesia al Parco della Musica

Molto più di un’esecuzione in forma di concerto, sotto molti punti di vista, quella di West Side Story che ha inaugurato la Stagione 2018-2019 dell’Accademia di Santa Cecilia. Lo si è capito fin dall’ingresso dell’orchestra, tutta in tenuta casual a richiamare la matrice urbana e popolare che caratterizza il primo musical tragico nella storia del genere. Leonard Bernstein scrive una pagina nella storia del teatro in musica che sta di diritto fra gli universali, come il Dorìforo o la “Ronda di notte” o la LC4 di Le Corbusier; la musica si fa veicolo di un dramma noto che si rinnova senza perdere negli anni nulla del suo valore primo. La vicenda di Romeo e Giulietta rivive in uno scontro fra etnie che oggi appare attuale più che mai e che avrebbe fatto rabbrividire il “liberal” Bernstein e costringe il pubblico a pensare; West Side Story è ben più di una storia d’amore.

La versione da concerto, priva dei dialoghi e delle coreografie di Jerome Robbins, che inaugurò una pagina nuova per la danza moderna, consente una maggior concentrazione sul libretto di Arthur Laurents e i versi perfetti di Stephen Sondheim, ma soprattutto pone il fuoco sulla musica e sui suoi intrecci tra diverse matrici popolari che trovano coesione in un flusso narrativo in cui l’uso del Leitmotiv diviene fondante.

L’atmosfera sul palco, si diceva, è tanto informale quanto intensa e in realtà si deve parlare di una realizzazione semiscenica più che di una esecuzione in forma di concerto. Jets e Sharks sono definiti dagli abiti colorati degli uni e dalle camicie bianche degli altri, il disegno di luci sottolinea con decisione i cambi di situazione è contribuisce a creare un’atmosfera tesa ed in continua sospensione.

I protagonisti si muovono in un’interazione continua, esprimendosi attraverso una gestualità essenziale che non cede mai.

Antonio Pappano, complice un Orchestra completamente coinvolta, pone in luce attraverso un sottile gioco chiaroscurale tutta la poesia della pagina, senza tuttavia mai cadere nella trappola di un sentimentalismo facile o, peggio, melenso. La lettura è tesa, vibrante di una gamma di colori che pare infinita; la ritmica (che meraviglia le percussioni!) sostiene, in un’interazione continua, una linea melodica in cui le dinamiche frustano e carezzano. Pappano dà inoltre voce al padre di Maria e all’Officer Krupke, con tanto di berretto da poliziotto in testa, dimostrando ancora una volta la sua duttilità artistica.

Lodi incondizionate alla compagnia di canto, che canta con una leggera amplificazione, niente affatto disturbante, anzi, e smette i panni del melodramma per calarsi pienamente in quelli del musical.

Nadine Sierra è una Maria ideale per presenza scenica e proprietà dì fraseggio, tutta giocata su una linea di canto di maliosa morbidezza, così come Alek Shrader disegna il suo Tony senza mai indulgere in indugi languorosi e con una voce dal colore accattivante; sono davvero una coppia di giovani innamorati che cerca di dimenticare tutto ciò che li circonda e li divide. “One hand, one heart” è da brividi.

Fra gli Sharks si distinguono il Bernardo sanguigno di Mark Stone e l’Anita prorompente di Tia Architto; perfetta Aigul Akhmetshina come Rosalia è più ancora nella parte della ragazza che intona quel monumento musicale che è “Somewhere”. Bene anche Francesca Calò, Consuelo e Marta Vulpi, Francisca.

Bene i Jets, con in testa il Riff gelido di Andrea D’Amelio, l’Action di Andrea Giovannini; bravo Chris Belligh, cui sono affidati i personaggi di controrno della banda, ovvero A-Rab, Baby John, Snowboy, Big Deal e Diesel, tutti resi con buona caratterizzazione.

Superbo il Coro preparato da Ciro Visco.

Pubblico completamente coinvolto e successo pieno e meritatissimo per tutti, con ovazioni a Pappano, Sierra e Shrader.

Alessandro Cammarano
(12 ottobre 2018)

La locandina

Direttore Antonio Pappano
Personaggi e interpreti:
Maria Nadine Sierra
Tony Alek Shrader
Anita Tia Architto
Riff Mark Stone
Rosalia Aigul Akhmetshina
Consuelo Francesca Calò
Francisca  Marta Vulpi
Bernardo Andrea D’Amelio
Action Andrea Giovannini
Baby John, A-rab, Snowboy, Big Deal, Diesel Kris Belligh
Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Maestro del Coro Ciro Visco

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