Giovani orchestre per giovani direttori

Il significato del termine “filarmonici” attiene a coloro che praticano la musica in maniera amatoriale ed è termine più consono per definire il progetto che l’Orchestra “I Filarmonici” di Trento fin dalla sua fondazione, nel 1999, ha inteso creare uno spazio dedicato a chi pratica uno strumento musicale. L’Orchestra, infatti, è costituita da trenta musicisti non professionisti, provenienti da vari centri del Trentino, che si ritrovano con cadenza settimanale, presso la Sala della Filarmonica a Trento del prepararsi per concerti pubblici. Ne fanno parte giovani diplomati dei conservatori regionali, che si applicano al proprio strumento in un organico orchestrale in vista di un futuro professionale, lavorando a stretto contatto di gomito con persone mature che, pur avendo conseguito un diploma di conservatorio, hanno portato avanti nella vita altre scelte lavorative e lo stare in orchestra permette a loro di mantenersi attivi sullo strumento.

Ma attenzione che questa pratica di “dilettanti” della musica non significa approssimazione nelle esecuzioni, ma dedica del proprio tempo libero alla pratica della musica in modo attivo e partecipato. In Trentino ci sono altre esperienze orchestrali che investono sulla disponibilità del tempo delle persone, sia che  provengano direttamente dal mondo della professione musicale, come il gruppo orchestrale della Camerata di Arco diretta dal maestro Giorgio Ulivieri (padre del baritono Nicola) che  riesce a mettere assieme, grazie alla sua esperienza di ex orchestrale dell’Orchestra regionale Haydn di Bolzano Trento, suoi colleghi strumentisti, nei tempi liberi da impegni maggiori, giovani diplomati, nonché amatori dello strumento. Analoga situazione per un’altra realtà di organizzativa orchestrale, l’Orchestra Giovanile Trentina, più indirizzata a offrire ai giovani
un’opportunità formativa orchestrale e musicale. La presenta di questi nuclei orchestrali danno anche la possibilità a giovani direttori di far esperienza che, altrimenti, non avrebbero altro modo di perfezionarsi nel repertorio e nella pratica del dirigere. E questo è stato il senso del concerto  presentato alla Sala Filarmonica di Rovereto domenica 3 dicembre (anteprima a Trento il giorno precedente) promosso dall’ Orchestra “I Filarmonici” e l’ Associazione di promozione musicale Spettro Armonico  di Rovereto con un programma assai ambizioso che prevedeva la  Sinfonia n. 3 in Re magg, d200 di Franz Schubert  e il Concerto per violino e orchestra in Re magg, op. 35 di Pëtr Il’ič Čajkovskij , questo affidato al violino della giovane Maristella Patuzzi, di origine trentina ma naturalizzata svizzera che  ha al suo attivo una intensa attività concertistica  e con partecipazioni, fra gli altri, al Progetto Martha Argerich, al Festival Rostropovich a Baku, a Les Classiques de Villars sur Ollon, al Settembre Musica MITO a Milano e a Torino.  Alla guida del complesso strumentale, è stato chiamato il giovane direttore roveretano Simone Zuccatti, formatosi al Conservatorio di Trento e Riva del Garda, diplomato in direzione d’orchestra a Milano. Il giovane maestro può contare al suo attivo Master in direzione d’orchestra al Conservatorio di Musica a Sidney in Australia, di essere stato assistente del direttore d’orchestra Fabio Luisi al Teatro San Carlo di Napoli e, di recente, reduce da esperienze direttoriali in Ucraina e in Polonia, divenute ormai le nuove frontiere per fare esperienza attiva nella musica avendo a disposizone orchestre, teatri e un pubblico disponibile all’ascolto.

Programma impegnativo ma anche di facile ascolto ben organizzato e ben musicalmente ben strutturato dalla direzione di Zuccatti che ha ha saputo ben marcare i ritmi della sinfonia schubertiana e dare senso e una lettura chiara al complesso sonoro nel concerto di Čajkovskij dove l’orchestra ha saputo offrire una prestazione di qualità, dimostrando di essere alla pari nel confrontarsi con i virtuosismi del violino della Maristella Patuzzi.

Caloroso successo di pubblico che, in un pomeriggio invernale, ha riempito la capace sala della filarmonica roveretana, meritandosi, come bis, il 5° Capriccio di Niccolò Paganini.

Federica Fanizza

(3 dicembre 2017)

La locandina

Orchestra “I Filarmonici “di Trento
Associazione Culturale Spettro Armonico di Rovereto
Programma:
Franz Schubert
Sinfonia n. 3 in Re magg, d200
Pëtr Il’ič Čajkovskij
Concerto per violino e orchestra in Re magg, op. 35

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