Rovereto: lumi d’Europa alla corte di Caterina

Alla sua nona edizione, il Festival Settenovecento conferma la propria vocazione di laboratorio culturale capace di intrecciare ricerca storica e qualità esecutiva. L’Orchestra Filarmonica Settenovecento – sempre più realtà luminosa del panorama musicale non solo italiano –, guidata da Federico Maria Sardelli, ha offerto un programma che evocava la stagione in cui Caterina II di Russia rese la sua corte centro vitale per i maggiori operisti italiani.

L’Ouverture dalle Nozze di Figaro ha aperto la serata in un’esecuzione cnella quale si coniugano energia e brillantezza, esaltando al contempo la compattezza dell’ensemble.

Subito dopo, la voce duttile di Eleonora Contucci ha dato vita alle arie di Paisiello, Cimarosa e Sarti, pagine che hanno restituito la varietà di un Settecento capace di passare dal sorriso alla tensione drammatica.

In “Giusto ciel” dal Barbiere di Siviglia Contucci ha privilegiato il legato e la purezza del fraseggio, mentre in “Donne vaghe dalla Serva Padrona ha messo in risalto chiarezza di dizione e vivacità teatrale. La scena, recitativo e aria,  “Ah ritorna al primo affetto” dalla Cleopatra di Cimarosa ha mostrato la sua capacità di passare dal recitativo scolpito al canto lirico intenso, e nell’aria – preceduta da un recitativo articolato – “Della vendetta almeno” da Armida e Rinaldo di Sarti ha saputo affrontare con decisione la scrittura più eroica, sostenuta da un uso misurato ma efficace dell’ornamentazione.

La Sinfonia n. 40  KV 550 è apparsa non come epilogo potiche del concerto, ma come il suo vero approdo: musica capace di restituire il senso di una stagione e al tempo stesso di proiettarsi verso l’avvenire.

Sardelli ha scelto tempi filologicamente appropriati, evitando compiacimenti lirici, e mettendo in risalto la tensione ritmica che attraversa l’intera partitura.

L’Allegro iniziale, cesellato con precisione, ha restituito l’inquietudine febbrile di un discorso musicale che procede ininterrotto, con l’orchestra sempre coesa e reattiva.
Nel secondo movimento, Andante, è emerso il gioco dei chiaroscuri: linee morbide, quasi rasserenanti, continuamente attraversate da ombre improvvise.
Il Minuetto ha unito incisività e rigore, con accenti netti che hanno evitato ogni caricatura galante, per sfociare nel Finale in cui ilgesto direttoriale ha spinto i musicisti a un equilibrio tra controllo e impeto, in cui il carattere quasi febbrile si è imposto con chiarezza.

L’orchestra ha dato prova di solidità e duttilità: archi compatti, fiati attenti all’articolazione e una dinamica sempre meditata hanno permesso a Mozart di emergere nella sua modernità, senza mediazioni retoriche.

Le Storie di Cornice – gustosamente intriganti – proposte “in corso d’opera” da Sandro Cappelletto hanno raccontato la nascita di Pietroburgo e le difficoltà economiche di Mozart attraverso una lettera accorata al fratello massone Johann Michael Puckberg.

La risposta del pubblico, assai partecipe, ha testimoniato il successo della serata: applausi calorosi e insistiti hanno accolto orchestra e solista, confermando l’empatia che il Festival Settenovecento riesce a creare tra esecutori e ascoltatori.

Il concerto è stato dedicato alla memoria del poeta palestinese Muhammed Ahmed, ucciso a Gaza.

Alessandro Cammarano
(19 settembre 2025)

La locandina

Direttore Federico Maria Sardelli
Soprano Eleonora Contucci
Orchestra Filarmonica Settenovecento
Programma:
Wolfgang Amadeus Mozart
Ouverture “Le Nozze di Figaro” KV492
Giovanni Paisiello
Giusto ciel da Il Barbiere di Siviglia
Donne vaghe da La Serva Padrona
Domenico Cimarosa
Ah ritorna al primo affetto – Scena e Aria da Cleopatra
Giuseppe Sarti
Della vendetta almeno – Recitativo e Aria da Armida e Rinaldo
Wolfgang Amadeus Mozart
Sinfonia n. 40 KV550

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.