Salisburgo: a tutto Trifonov!

Standing ovation per il pianista Daniil Trifonov al termine di un memorabile concerto del Salzburger Festpiele 2025.

Programma ricercato in cui spicca la Sonata per pianoforte in mi bemolle minore op. 26 di SamuelBarber, un capolavoro della letteratura pianistica del Novecento americano.

Ma procediamo con ordine.

Il recital principia con la Sonata in do diesis minore op. postuma 80 di Piotr Ilič Čajkovskij. La scrittura prettamente sinfonica di questa pagina, composta nell’ultimo anno di studi del compositore russo al conservatorio di San Pietroburgo, impone un pianismo che va oltre lo strumento.

La lettura di Trifonov, seppur passionale e ricca di slancio, non eccede mai, soprattutto ciò che impressiona è la cura del suono anche nei passi poderosi in cui si è soliti sentire il metallo.

Il tocco di Trifonov, infatti, è sempre pastoso, pieno, mai aggressivo anche quando può risultare selvaggio. Visionario, come lo era Čajkovskij, non si risparmia nella ricerca incessante di molteplici sonorità, inquadrando perfettamente l’inquietudine psicologica del compositore russo.

Segue una serie di Valzer di Frédéric Chopin. Il clima si fa più intimo e dal sinfonismo russo si passa alla quintessenza del pianismo.

Trifonov non sceglie i valzer più infuocati ma ritrae uno Chopin poetico sfoderando un legato che innamora e abbandoni di mirabile cantabilità. Dalla sua profonda interiorità emerge uno Chopin malinconico, in cui il ricordo nostalgico di un mondo perduto pare riaffiorare nella sua mente. Ciò si percepisce anche nell’ultimo Valzer in mi minore, più vorticoso ma sempre inserito in una visione di onirico lirismo.

Di tutto’altra scrittura è la Sonata in mi bemolle minore op 26 di Samuel Barber. Commissionata da Invrig Berlin e Richard Rodgers fu composta tra il 1947 e il 1949 ed eseguita per la prima volta da Vladimir Horowitz. Il primo movimento, Allegro energico, in una forma sonata piuttosto flessibile, risente di una scrittura dodecafonica in cui l’uso del cromatismo è particolarmente evidente.

Il secondo movimento, Allegro vivace e leggero, è in forma di rondò, in cui affiorano anche armonie blues e ritmi sincopati.

L’Adagio mesto successivo è invece una tragica Passacaglia, la cui drammaticità è amplificata da elementi dodecafonici.

La sonata si conclude con una Fuga, allegro con spirito, di estrema difficoltà.

Trifonov ci conduce in un altro mondo sonoro in cui gli accenti drammatici si fanno laceranti in un climax che raggiunge il suo apice nell’ultimo movimento. Esecuzione compatta la sua, come se questa sonata fosse concepita in un unico movimento e dove il pianista russo riconforma il suo totale dominio della tastiera.

Il programma si conclude con la Suite da concerto dal balletto La bella addormentata nel bosco op. 66 realizzata da Mikhail Pletnev.

Qui si torna nel trasognato sinfonismo čajkovskijano in cui a pieno titolo al pianista è richiesto un sapiente uso dei timbri al fine di restituire l’intera tavolozza orchestrale originaria. Nulla è impossibile alle dita di Trifonov ma sopratutto alla sua profonda sensibilità.

Ovazioni su ovazioni nonchè tre bis.

Il primo, dopo tanto virtuosismo, Sogni d’oro, una pagina tratta dall’Album per la gioventù di Čajkovskij; il secondo il Vals de Santo Domingo di Carlos Manuel Vargas e infine le Variazioni su un tema di Chopin di Federico Mompou.

Danil Trifonov potrebbe giocare facile con programmi più tradizionali, tuttavia è la dimostrazione vivete che è possibile azzardare anche pagine meno convenzionali trascinando il pubblico grazie al suo carismatico mondo interiore in cui anche il virtuosismo più spinto si fa musica e poesia.

Gian Francesco Amoroso

(31 luglio 2025)

Deutsche Übersetzung

Standing Ovations für den Pianisten Daniil Trifonov nach einem denkwürdigen Konzert bei den Salzburger Festspielen 2025.

Ein erlesenes Programm, das mit der Klaviersonate in Es-Moll op. 26 von Samuel Barber, einem Meisterwerk der amerikanischen Klavierliteratur des 20. Jahrhunderts, hervorsticht. Doch der Reihe nach.

Das Recital eröffnet mit der posthum veröffentlichten Sonate in cis-Moll op. 80 von Pjotr Iljitsch Tschaikowski. Die ausgeprägt symphonische Struktur dieses Werks, das im letzten Studienjahr des russischen Komponisten am Sankt Petersburger Konservatorium entstand, erfordert ein Klavierspiel, das über das Instrument hinausweist. Trifonovs Interpretation, leidenschaftlich und voller Schwung, bleibt stets kontrolliert. Besonders beeindruckend ist seine Klangkultur, selbst in kraftvollen Passagen, in denen man üblicherweise metallische Töne erwartet.

Trifonovs Anschlag bleibt stets samtig, voll und niemals aggressiv, auch wenn er wild anmutet. Visionär, wie es Tschaikowski selbst war, scheut er keine Mühen auf der Suche nach vielfältigen Klangfarben und fängt dabei perfekt die psychologische Unruhe des Komponisten ein.

Es folgt eine Reihe von Walzern Frédéric Chopins. Die Atmosphäre wird intimer, der Übergang vom russischen Symphonismus zur Quintessenz des Klavierspiels ist spürbar. Trifonov wählt nicht die feurigsten Walzer, sondern porträtiert einen poetischen Chopin, entfaltet ein betörendes Legato und eine bemerkenswerte Kantabilität. Aus seinem tiefen inneren Kosmos tritt ein melancholischer Chopin hervor, in dessen Musik der nostalgische Nachklang einer verlorenen Welt mitschwingt. Dies wird auch im letzten Walzer in e-Moll deutlich, der zwar wirbelnder ist, jedoch stets von traumhaftem Lyrismus durchdrungen bleibt.

Ganz anderer Natur ist die Sonate in Es-Moll op. 26 von Samuel Barber. In Auftrag gegeben von Irving Berlin und Richard Rodgers, entstand das Werk zwischen 1947 und 1949 und wurde erstmals von Vladimir Horowitz aufgeführt. Der erste Satz, Allegro energico, in einer flexiblen Sonatenform, zeigt dodekaphone Einflüsse und ausgeprägten Chromatismus.

Der zweite Satz, Allegro vivace e leggero, ist in Rondoform gehalten, mit Anklängen an Blues-Harmonien und synkopierten Rhythmen. Das folgende Adagio mesto ist eine tragische Passacaglia, deren Dramatik durch dodekaphone Elemente verstärkt wird.

Die Sonate schließt mit einer höchst anspruchsvollen Fuge, Allegro con spirito. Trifonov entführt das Publikum in eine andere Klangwelt, in der dramatische Akzente in einem intensiven Crescendo kulminieren, das seinen Höhepunkt im letzten Satz findet. Seine Interpretation wirkt kompakt, als ob die Sonate aus einem einzigen Satz bestünde, wobei der russische Pianist seine völlige Beherrschung der Tastatur demonstriert.

Den Abschluss des Programms bildet die Konzertsuite aus dem Ballett “Dornröschen” op. 66 in der Bearbeitung von Mikhail Pletnev. Hier kehrt man zum träumerischen Symphonismus Tschaikowskis zurück, wobei der Pianist gefordert ist, mit feinem Timbre das originale orchestrale Farbspektrum nachzuzeichnen. Für Trifonovs virtuose Finger – und vor allem für seine tiefgründige Sensibilität – ist nichts unmöglich.

Tosender Applaus und drei Zugaben: Zunächst “Schlummerlied” aus Tschaikowskis “Album für die Jugend”, gefolgt vom “Vals de Santo Domingo” von Carlos Manuel Vargas und schließlich den “Variationen über ein Thema von Chopin” von Federico Mompou.

Daniil Trifonov könnte sich mit traditionelleren Programmen begnügen, doch er beweist eindrucksvoll, dass es möglich ist, auch weniger konventionelle Werke mitzureißen, dank seiner charismatischen Innerlichkeit, in der selbst der virtuoseste Vortrag zur Musik und zur Poesie wird.

Gian Francesco Amoroso
(31. Juli 2025)

La locandina

Pianoforte Daniil Trifonov
Programma:
Pëtr Il’ič Čajkovskij
Sonata per pianoforte in do diesis minore, op. post. 80
Fryderyk Chopin
Valzer in mi maggiore, KK IVa/12
Valzer in fa minore/La bemolle maggiore, op. post. 70/2
Valzer in La bemolle maggiore da «3 Valzer» op. 64/3
Valzer in Re bemolle maggiore da «3 Valzer» op. 64/1
Valzer in la minore da «Trois Valses Brillantes» op. 34/2
Valzer in mi minore, KK IVa/15
Samuel Barber
Sonata per pianoforte in mi bemolle minore, op. 26
Pëtr Il’ič Čajkovskij
Suite da concerto da «La Bella Addormentata» op. 66 (Trascrizione per pianoforte di Mikhail Pletnev)
Bis:
“Süßer Traum” da «Kinderalbum« op. 39op. 39
Carlos Manuel Vargas
Vals de Santo Domingo
Federico Mompou
Variazioni su un tema di Chopin

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