Salisburgo: ai Matinée l’essenza del Festival

Insieme a Jedermann i Mozart Matinée sono senza dubbio gli appuntamenti più “salisburghesi” tra tutti quelli nel corso della kermesse fastivaliera all’ombra della Festung.

Il sabato e la domenica mattina la Großer Saal del Mozarteum si trasforma nel salotto buono della città, popolandosi di un meraviglioso microcosmo sempre uguale a se stesso eppure sempre nuovo.

Ovviamente c’è il pubblico cosmopolita, ma quello locale è sempre e comunque prevalente. Si conoscono più o meno tutti, si salutano, conversano tra un Sekt e una tartina al salmone, il tutto in attesa del concerto che a prima vista potrebbe apparire secondario rispetto all’attimo comunitario, ma che invece è importante anche perché per molti dei bimbi presenti – tutti col vestito della festa – questo è il primo spettacolo dal vivo.

Se è Mozart a farla da padrone sempre e comunque – e come potrebbe essere altrimenti? – i programmi riservano a volte pagine inaspettate di autori tutt’altro che “canonici”; questa volta però il protagonista assoluto, cosa che gli riesce assai bene, è il Genius loci.

Insieme alla Mozarteumrchester Salzburg il clarinettista Jörg Widmann – in questa occasione anche direttore – sceglie tre impaginati monstre del catalogo mozartiano, tutti appartenenti al periodo della piena maturità.

Ad aprire il concerto l’ouverture delle Nozze di Figaro, che trova in Widmann un interprete mercuriale capace di lanciare l’orchestra a rotta di collo proiettandola in un battito di ciglia nella “folle giornata”.

Senza neppure il tempo di riprendere fiato e Widmann rientra con il suo clarinetto per il Concerto in la maggiore KV 622. Qui il discorso si fa più articolato; il solista dialoga fittamente con l’orchestra intessendo un reticolo narrativo fatto di trasparenze ma anche di fascinosi “non detto” capaci di creare, soprattutto nell’Adagio centrale, momenti di fascinosa affabulazione.

Dopo la pausa – il giardino del Mozarteum si popola di voci – tocca a quel monumento che è la “Jupiter”, affrontata da Widmann con piglio fanciullesco ma comunque scevro da qualsiasi superficialità. I puristi ad oltranza potrebbero storcere il naso dinanzi ad una lettura così solare, eppure tutto risulta convincente, compreso il Molto allegro conclusivo imperniato su un metronomo al cardiopalma.

Pubblico galvanizzato e ovazioni per il solista-direttore.

Alessandro Cammarano
(21 agosto 2021)

La locandina

Clarinetto e DirettoreJörg Widmann
Mozarteumorchester Salzburg
Programma:
Wolfgang Amadeus Mozart
Overture da Le nozze di Figaro K. 492
Concerto per clarinetto in La Maggiore K. 622
Symphony No. 41 in Do Maggiore “Jupiter” K. 551

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