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Bonato, il cui lavoro appare fin da subito certosino e al contempo acuto nel cogliere sia le potenzialità che gli inevitabili limiti della compagine orchestrale – i pregi comunque superano di gran lunga i “difetti” – sceglie impaginati tanto impervi quanto stimolanti impegnandosi in una sfida alla fine vinta senza compromessi.

Si potrebbe pensare che i giovani musicisti tendano a non prendere seriamente i giovani direttori, ma si sbaglia. Anzi, da parte dei giovani musicisti c’è una enorme stima, rispetto e solidarietà nei confronti dei giovani direttori. 

Dal suo debutto viennese nel febbraio del 1792, Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa ha avuto largo, a volte larghissimo successo un po’ dappertutto nel mondo, salvo conoscere un notevole appannamento nella seconda metà del Novecento.

Posto che il Trittico di Giacomo Puccini – nella sua interezza – appartiene a una consuetudine rappresentativa tramontata da tempo, il suo “spacchettamento” consente soluzioni diversificate, talvolta curiose e originali. Al Filarmonico di Verona, ad esempio, l’ultimo spettacolo della stagione lirica aveva il suo piatto forte in Gianni Schicchi, preceduto con scelta probabilmente inedita da Il maestro di cappella.