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Dopo un anno sabbatico torna sulla scena non convenzionale del Müpa il Ring che, pur mantenendo l’impianto originario pensato da Christian Martin Fuchs e Christian Baier, risalente a dodici anni fa, subisce un profondo ripensamento.

L’allestimento di Matthias Oldag è improntato ad un grande rigore formale senza tuttavia mai perdere di vista la componente romantica dell’opera. Pochi ma significativi elementi scenici, realizzati da Thomas Gruber, che firma anche I costume contemporanei, incorniciano un’azione scenica improntata all’essenzialità del gesto che si cristallizza nel tempo e nello spazio.

Cesare Lievi, che firma l’ allestimento inaugurale dei Budapesti Wagner napok 2018, coglie perfettamente il significato profondo e imprescindibile della pagina ponendo il mare, che unisce per poi dividere e riunire infine in un ultimo disperato amplesso i due amanti, come coprotagonista senza tuttavia mai perdere il filo di una narrazione intima e introspettiva.

La ricerca della verità a tutti I costi e a dispetto delle conseguenze che ne possano derivare, insieme allo scavo del rapporto spesso conflittuale tra donna e uomo, costituisce il punto di contatto essenziale fra Senza sangue, il più recente lavoro di teatro in musica di Péter Eötvös e il Castello del duca Barbablù di Béla Bartók, in scena insieme, come nell’intenzione prima di Eötvös, al Müpa di Budapest.