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John Eliot Gardiner, gentiluomo della bacchetta, conduce – insieme all’impeccabile Camerata Salzburg e all’indescrivibilmente bravo Monteverdi Choir – il pubblico della Haus für Mozart attraverso i meandri più reconditi degli impaginati schumanniani rendendone il senso immediatamente intellegibile.

Il nome di Carl Czerny è conosciuto da tutti quelli che hanno studiato il pianoforte, perché i suoi esercizi erano e restano molto frequentati. È una notorietà che dura da oltre 150 anni e disegna una genealogia […] che da Liszt […] si ramifica e arriva fino ai giorni nostri.

Esiste anche nella grande musica – come un po’ in tutte le arti – il genere dei capolavori inattesi ma non sorprendenti: opere magistrali, che sembrano spuntare all’improvviso, precocemente, “bruciando” ogni percorso di crescita e di maturazione dei loro autori.

Si potrebbe sostenere, con buone ragioni, che a un’orchestra non basta avere nell’insegna la parola “Salisburgo” per essere considerata titolare del “verbo musicale” del genio nato nella città austriaca 261 anni fa.