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Tra le forme poetiche musicabili il madrigale emerse presto come il più duttile: conciso e privo di ripetizioni, allineava perlopiù endecasillabi e settenari senza stretti obblighi di rima, a parte quella baciata conclusiva.

Fascino dell’Oriente, ma anche dei ricchi compensi elargiti dal nuovo sultano Abdülmecid, regnante dal 1839 al 1861: un augusto melomane che si dilettava di pianoforte e finanziava di tasca propria una compagnia d’opera alla moda.

Inafferrabile come l’acqua: attraverso le edizioni parziali, le copie manoscritte, e gli arrangiamenti che la Water Music conobbe in Inghilterra fra 1725 e 1786 si può risalire controcorrente il flusso ipercritico che relegava nelle nebbie del mito le circostanze della sua composizione e perfino la nozione della sua effettiva esistenza.

Bella non si può dire che fosse. No davvero. Pauline non era bella; spalle curve, occhi sporgenti, lineamenti forti: era abbastanza bruttina, ma di una bruttezza attraente. Heinrich Heine la paragonava a un mostruoso paesaggio esotico.

“L’ordine del giorno della nostra seduta prevede al punto primo e unico: Celebrazioni per il duecentottantesimo anniversario della morte del compositore Antonio Vivaldi (Venezia, 4.3.1678 – Vienna, 28.7.1741). A nome dell’Amministrazione Regionale, che io qui rappresento in veste di Assessore alla Cultura, dò ora la parola alla dottoressa Saveria Meublée, vicepresidenta della Consociazione Turistica Europea.”

La clarissa Caterina de’ Vigri, santa monaca bolognese che s’intendeva di musica e di pittura, vaticinò alle sue consorelle la presa di Costantinopoli il giorno stesso dell’evento, 29 maggio 1453; ma con gli ordinari mezzi di comunicazione dell’epoca la notizia arriverà a Creta il 9 giugno, a Venezia il 29, a Roma il 4 luglio. Entro l’anno tutta l’Europa conosce gli orrendi dettagli del fatto d’armi che cambierà la sua storia.

Un documento finora ignoto riemerge dall’acqua alta che ha devastato il Fondo Torrefranca presso la Biblioteca del Conservatorio “Benedetto Marcello” in Venezia. Consta di un bifolio in antico turco ottomano (Lisân-ı Osmanî), redatto su carta Tre Lune della ditta Antonio Senza Seguito di Bovolone, e della relativa traduzione italiana d’epoca.

Carlo_Vitali

A ben rovistare negli archivi si riesce a trovare nella vita dei grandi uomini qualche zona d’ombra, qualche dettaglio poco edificante. E se proprio non si trova si può sempre inventare.

Carlo Vitali

Fra Tedeschi, Boemi ed affini il suo preferito era Benda, con la sua Medea declamante maledizioni irte di consonanti gutturali o sibilate su uno sfondo corrusco di archi in tempesta; ed erano spesso interiezioni di due battute o anche meno.

Carlo Vitali

Fatiche molte, danari scarsi. Ma libertà sì. Tenni testa ai Grandi; conobbi giorni di trionfo.