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Dalle caligini estive della Begamasca alla sabbia e al sole di una spiaggia che somiglia tanto a quelle affollate e caciarone della Riviera Romagnola, tra palestrati e fintegiovani, bambini e ragazzette, coppie di anziani in perenne discussione, animaloni gonfiabili , schiuma e materassini dai colori improbabili

Lo spettacolo di cui Damiano Michieletto firma la regia con la collaborazione di Paolo Fantin per le scene, di Agostino Cavalca per i costumi anni Sessanta, di Alessandro Carletti per il disegno luci, con il contributo video di rocafilm, ha avuto però il pregio di realizzare con sobrietà i due diversi livelli di lettura di questo gioiello della maturità donizettiana.

È ormai completo il programma ufficiale del Macerata Opera Festival 2018 #verdesperanza costruito dal sovrintendente Luciano Messi, dalla direttrice artistica Barbara Minghetti e dal direttore musicale Francesco Lanzillotta: un programma che ricalca lo schema tematico settimanale degli anni passati ma gli infonde nuova personalità […]

Già rappresentato al Covent Garden nella stagione 2015-2016, e vincitore in quell’occasione di un Olivier Award, il bell’allestimento di Damiano Michieletto e Paolo Fantin di Cavalleria rusticana e Pagliacci rinasce ora a Bruxelles sulla scena del ritrovato Théâtre Royal de La Monnaie.

La scelta del Teatro La Fenice per il carnevale si rivela vincente a tutti gli effetti a far principio da un allestimento che fa sorridere ed allo stesso tempo trasmette un senso di malinconia tenera, il tutto nel pieno spirito di Léhar la cui Vedova accompagnò a tempo di valzer e non da sola la declinante Austria Felix verso il baratro.

“Lo spettacolo racconta la storia di un popolo in cerca della propria identità; di un popolo che vive in uno stato di guerra e vede la propria umanità sradicata”. Così il regista veneto Damiano Michieletto descrive il Guillaume Tell di Gioachino Rossini, che inaugura la stagione 2018 del Teatro Massimo di Palermo, dove sarà in scena a partire da martedì 23 gennaio, ripreso con la collaborazione di Eleonora Gravagnola.

Michieletto integra le due opere in un unicum narrativo con protagoniste le stesse persone durante la medesima giornata e nello stesso paese. Certo qualcuno potrebbe argomentare che il villaggio in questione abbia un tasso di violenza abbastanza elevato, tuttavia la produzione funziona benissimo.