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I sommersi, i salvati e l’obbligo di cambiare

Parlare di una “Netflix della cultura”, oasi redditizia di fruizione di contenuti artistici, è certamente bello, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, specie in un ambito come questo.

I teatri come le sale bingo, gli spettacoli dal vivo equiparati a slot-machines e videopoker; questo recita il più recente dei DPCM partorito nottetempo – e forse tardivamente – da un esecutivo che sembra avere ancora una volta perso l’occasione per mettere una pezza alle “manchevolezze” nei confronti di chi lavora nello spettacolo e di esso vive.

Il ministro Franceschini, uno e due. Sta con Massini che difende gli artisti, e sta in un Governo che li ignora.

Per sbrogliare il groviglio in cui si trova Fondazione Arena, ci vorrebbe un miracolo di Natale. A un passo dalla chiusura ufficiale della crisi, la formula per mettere insieme il Consiglio d’Indirizzo – unico passaggio che sancirebbe la svolta anche formalmente – è ancora un rebus.