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L’idea di partenza, ovvero quella di rappresentare il protagonista come autore della distruzione totale di tutto ciò che venga a contatto con lui – esattamente come opera il Diavolo che “cade in mezzo” e spariglia, creando un “prima” e un “dopo” attraverso un “durante” distopico – sarebbe buona, peccato che resti più sulla carta che sul palcoscenico.

Pavel Kolgatin

Riproposto al Rossini Opera Festival a distanza di undici anni dalla sua ultima rappresentazione pesarese, L’equivoco stravagante ha in questa nuova edizione il suo punto di forza proprio nel risalto ben congegnato dell’esecuzione, senza peraltro trascurare una regia di apprezzabile equilibrio, che punta le sue carte su Rossini, lasciando Gasbarri sullo sfondo.