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Dramma, follia, inganno, soprannaturale, pathos. Le tinte fosche del romanticismo trovano con Giselle la loro espressione in danza. Nato nel 1841 su libretto di Théophile Gautier e Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges, con musica di Adolphe Adam, il balletto in due atti coreografato da Jean Coralli e Jules Perrot è un elogio della pazzia e dell’amore romantico.

Il rimedio per la calura che ha invaso Milano in questo torrido luglio viene trovato tra i vermigli velluti refrigerati dall’aria condizionata del Teatro alla Scala. Non pochi hanno avuto la medesima idea (il Teatro è pieno) e, suppongo, non sia solo il caldo l’unica motivazione.