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Nel gradevole allestimento che chiude la programmazione di Operaestate Festival Paolo Giani, che oltre alla regia si fa carico di scene e costumi, immagina un mondo di bambini che giocano a fare i grandi, assumendone atteggiamenti e tic, per poi ritornare alla loro dimensione infantile in un una sorta di percorso circolare.

La morte è una delle poche certezze cardinali della vita umana. Nessuno ne è esente, a conferma di un passaggio labile lungo la linea del tempo chiamato vita; altrettanto è certo che, quanto più riesce ad essere pieno di senso i segni lasciati da ogni essere lungo il cammino, il tempo e lo spazio vanno a subire una modificazione direttamente proporzionale a questa densità.