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Pochi sono i soggetti che hanno valicato le porte del tempo come quello che narra dei due giovani veronesi più amati di sempre. Una storia che, attaverso non poche e continue rielaborazioni, ha sostituito i nomi dei protagonisti a quelli di ogni innamorato del pianeta.

Trecento anni or sono, nell’autunno del 1718, veniva dato a Napoli il “Rinaldo” di G. F. Haendel così da onorare il genetliaco del sovrano Carlo VI e, pertanto, diversamente organizzato e redatto nel rispetto delle normali prassi e nell’interesse delle esigenze di Corte. Qui a Martina Franca, questa ricorrenza è stata celebrata in maniera fattiva con una necessaria Prima esecuzione in tempi moderni.

Nel nostro soggiorno martinese abbiamo seguito quasi tutte le prove d’insieme, assistendo alla nascita, o meglio alla rinascita di un capolavoro.
Succosa anteprima allo spettacolo che andrà in scena questa sera al Palazzo Ducale di Martina Franca le interviste al direttore Fabio Luisi e a Teresa Iervolino, che vestirà i panni di Rinaldo.

Prima esecuzione in epoca moderna grazie a un fortunato ritrovamento della partitura nel 2012. Fabio Luisi dirige l’orchestra svizzera La Scintilla; tra i protagonisti Teresa Iervolino e Carmela Remigio.

L’Italia si proclama a gran voce, spesso un po’ cialtronescamente, “Patria dell’Opera” ma, alla prova dei fatti l’Educazione Musicale è materia scolastica reietta tra le reiette, ridotta nella maggior parte dei casi all’orrida pratica del piffero di plastica, più utile come corpo contundente che non come strumento.
La musica è la Cenerentola dei programmi scolastici, svilita quando non umiliata, ma in alcuni illuminati casi riesce ancora a dimostrare quale formidabile strumento di educazione sia, grazie ad insegnanti capaci e appassionati e al supporto di istituzioni culturali lungimiranti.

Rossini incontra la Taranta, o meglio Il barbiere di Siviglia incontra la Tarantola in “Figaro su, Figaro giù…!”, una singolare e riuscita contaminazione tra opera e tradizione popolare che il Festival della Valle d’Itria ha inserito nel programma di quest’anno, complice il centocinquantesimo anniversario della morte di Rossini, per avvicinare il pubblico, soprattutto giovane, alle produzioni del Festival.

Alla Masseria Palesi va in scena la commemorazione, a cinquant’anni dalla scomparsa, di Riccardo Albenori, libertino seduttore ucciso da Erminio fratello di Leonora, una delle sue ultime conquiste e che aspetta un figlio da lui, ce lo dice il necrologio all’ingresso della corte.

Il 13, 15 e 31 luglio il Festival della Valle d’Itria inaugura la sua stagione 2018-2019 con Giulietta e Romeo di Nicola Vaccaj. Gioiello del belcanto del 1825 viene proposto al pubblico nell’edizione critica di Ilaria Narici, con la direzione di Sesto Quatrini, l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza.

Si intitola “Eclissi d’amore” la 44ª edizione del Festival della Valle d’Itria, che si svolgerà come sempre a Martina Franca, dal 13 luglio al 4 agosto, seguendo un cartellone con circa trenta appuntamenti in venti giorni […]