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Annalisa Stroppa

Gliel’avevano giurata i loggionisti improbabili custodi del Culto Verdiano incartapecoriti nei loro partiti presi che gli impediscono di godere e soprattutto di comprendere: sono stati sconfitti, travolti dalla valanga di applausi che alla fine anche parte di loro ha riservato non solo al cast superbo ma anche a Stefano Ricci e Giovanni Forte ai quali, insieme ai loro collaboratori, va ascritta una lettura esemplare del Nabucco che completa il quartetto di titoli del Festival Verdi 2019.

Lev Dodin

Il Festival Verdi prosegue nel percorso volto a portare l’opera fuori dalla sua sede naturale, trasformandola senza intaccarne la natura e ponendola di fatto in una prospettiva nuova che valorizza contenuto e contenitore.

Michelangelo Mazza

Con ogni probabilità, nel programmare il Festival Verdi di quest’anno, nessuno si sarebbe aspettato che l’“Aidina” – così la chiamava lo stesso Zeffirelli – sarebbe diventata il più bello degli omaggi alla memoria del regista recentemente scomparso.

Paolo Arrivabeni

In Verdi il dramma personale è inscindibile da quello politico, con una netta prevalenza del primo sul secondo: i Due Foscari non fanno eccezione.