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L’emozione, a cominciare da quella di Riccardo Chailly, risultava evidente trasmettendosi al pubblico “distanziato” ancor prima che una nota fosse stata intonata, contribuendo a conferire ulteriore fascino ad una serata in qualche modo liberatoria.

È un programma inusuale quello che ha accolto il pubblico della Scala il 7 gennaio. Sul podio della Filarmonica, Gianandrea Noseda ha offerto alla platea la Suite dal Pelléas et Mélisande di Fauré, il Divertimento dal balletto Le Baiser de la fée di Stravinskij e la maestosa Terza Sinfonia “con organo” di Saint-Saëns.

Una traversata dai cieli del Regno Unito a quelli della Francia. Un viaggio nel tempo dall’Ottocento alla seconda metà del Novecento. Questa la proposta del direttore britannico con il volo nel cuore, Daniel Harding, per il concerto di chiusura della stagione 2018/2019 della Filarmonica della Scala.

Romanovsky

Un programma interamente dedicato alla Russia è ciò che la Filarmonica della Scala ha proposto per l’edizione 2019 del festival MiTo Settembre Musica.

“All’aperto si può giocare solo a bocce” sosteneva Arturo Toscanini. Ma chissà se oggi constatando l’entusiasmo del pubblico raccolto in Piazza Duomo ogni anno a giugno in occasione del “Concerto per Milano” sarebbe dello stesso avviso.

Sono le atmosfere dell’Ottocento mitteleuropeo a segnare il rientro di Fabio Luisi sul podio del Piermarini. Alla guida della Filarmonica della Scala, lo scorso 1 aprile, il direttore di origine genovese ha eseguito musiche di Carl Maria von Weber, Oberon Ouverture, e di Anton Bruckner, la Sinfonia n. 7 in mi maggiore.

Un programma dal carattere tardoromantico ed impressionista ha segnato l’acclamato rientro di Lorenzo Viotti sul podio del Piermarini. Dopo il successo del suo debutto alla guida della compagine orchestrale scaligera avvenuto lo scorso ottobre, il giovane direttore di origine svizzera ha sostituito, in occasione del concerto dello scorso 25 marzo, la direttrice lituana Mirga Gražinytė-Tyla.

Il concerto del 18 marzo alla Scala è uno di quelli che vale la trasferta. Di nuovo alla guida della Filarmonica della Scala, Gianandrea Noseda ha offerto un programma con due protagonisti: Maurice Ravel, in prima parte con Ma mère l’oye e la Seconda Suite da Daphnis et Chloé, e Pëtr Il’ič Čajkovskij, che ha terminato il concerto con il suo estremo capolavoro, la Sinfonia n. 6 “Patetica”.

Con un programma monografico interamente dedicato a Gustav Mahler è tornata sul palco del Piermarini la Filarmonica della Scala. A guidarla, lo scorso 28 febbraio – e nei giorni successivi 1 e 2 marzo – il suo Direttore Principale Riccardo Chailly.