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Il giovane direttore israeliano è anche solista al pianoforte per il Concerto in la maggiore K 488 di Mozart. In programma The Unanswered Question di Ives e la Sinfonia n. 2 di Brahms.

Il giovane direttore israeliano è anche solista al pianoforte per il Concerto in la maggiore K 488 di Mozart. In programma The Unanswered Question di Ives e la Sinfonia n. 2 di Brahms.

Il protagonista di questa serata, e non nascondo la mia gioia, è stato Skrjabin. Del visionario compositore sono stati eseguiti il Concerto per pianoforte e orchestra op. 20 e, dopo l’intervallo, il Poema dell’Estasi.

Fin dalle prime note del Concerto, si è manifestato uno dei principali limiti del pianista: la carenza di suono.

La pandemia colpisce ancora. Questa volta a disdire un impegno concertistico è la Gewandhaus di Lipsia ma ciò non vale per il direttore lettone Andris Nelsons che sale per la prima volta sul podio della Filarmonica della Scala […]

Giorgio Battistelli con la sua Toccata per orchestra -commissionata per l’occasione dalla Filarmonica della Scala-  omaggia non solo la tradizione ma anche il maestro Riccardo Chailly ritraendone la natura della sua cifra direttoriale.

La scelta di Riccardo Chailly ricade rispettivamente sulla Sinfonia n. 3 in la min. op. 56 Scozzese (versione Londra 1824) e sulla Sinfonia n. 6 in fa magg. op. 68 Pastorale.

Il cielo stellato di una mite serata di fine estate e la familiare quanto rassicurante vista della candida facciata del Duomo a far da scena all’evento che ogni anno ribadisce il legame tra la Filarmonica della Scala e la città di Milano.

L’emozione, a cominciare da quella di Riccardo Chailly, risultava evidente trasmettendosi al pubblico “distanziato” ancor prima che una nota fosse stata intonata, contribuendo a conferire ulteriore fascino ad una serata in qualche modo liberatoria.

È un programma inusuale quello che ha accolto il pubblico della Scala il 7 gennaio. Sul podio della Filarmonica, Gianandrea Noseda ha offerto alla platea la Suite dal Pelléas et Mélisande di Fauré, il Divertimento dal balletto Le Baiser de la fée di Stravinskij e la maestosa Terza Sinfonia “con organo” di Saint-Saëns.

Una traversata dai cieli del Regno Unito a quelli della Francia. Un viaggio nel tempo dall’Ottocento alla seconda metà del Novecento. Questa la proposta del direttore britannico con il volo nel cuore, Daniel Harding, per il concerto di chiusura della stagione 2018/2019 della Filarmonica della Scala.

Romanovsky

Un programma interamente dedicato alla Russia è ciò che la Filarmonica della Scala ha proposto per l’edizione 2019 del festival MiTo Settembre Musica.

“All’aperto si può giocare solo a bocce” sosteneva Arturo Toscanini. Ma chissà se oggi constatando l’entusiasmo del pubblico raccolto in Piazza Duomo ogni anno a giugno in occasione del “Concerto per Milano” sarebbe dello stesso avviso.

Sono le atmosfere dell’Ottocento mitteleuropeo a segnare il rientro di Fabio Luisi sul podio del Piermarini. Alla guida della Filarmonica della Scala, lo scorso 1 aprile, il direttore di origine genovese ha eseguito musiche di Carl Maria von Weber, Oberon Ouverture, e di Anton Bruckner, la Sinfonia n. 7 in mi maggiore.

Un programma dal carattere tardoromantico ed impressionista ha segnato l’acclamato rientro di Lorenzo Viotti sul podio del Piermarini. Dopo il successo del suo debutto alla guida della compagine orchestrale scaligera avvenuto lo scorso ottobre, il giovane direttore di origine svizzera ha sostituito, in occasione del concerto dello scorso 25 marzo, la direttrice lituana Mirga Gražinytė-Tyla.