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Daniel Oren

Nel teatro (d’opera) ci sono ruoli che restano attaccati addosso come una seconda pelle, casi in cui l’immedesimazione dell’artista è così completa che si finisce per perdere i contorni tra maschera e interprete.

Il rimedio per la calura che ha invaso Milano in questo torrido luglio viene trovato tra i vermigli velluti refrigerati dall’aria condizionata del Teatro alla Scala. Non pochi hanno avuto la medesima idea (il Teatro è pieno) e, suppongo, non sia solo il caldo l’unica motivazione.