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Simone_Tangolo

In poco più di trenta minuti si condensano tutte le speranze di un tempo che ritrova se stesso e si fa a sua volta ritrovare attraverso la musica intesa come riappropriazione dello spazio, permettendo allo spettatore di immaginare un mondo che vada al di là della routine per ritrovare dimensioni “altre”.

Chi l’avrebbe mai detto, ma il rinnovato interesse nei confronti dell’opera italiana del primo Novecento ha dato nuove opportunità per farsi apprezzare anche a Franco Alfano, di cui i più ricordano soltanto il finale dell’incompiuta Turandot di Giacomo Puccini.

La ballata dell’amore tradito, storie di due donne diverse per estrazione sociale e ambiente, contesti che sembrano non avere nulla in comune e che invece si rivelano più affini che mai nella visione di Emma Dante, che mette in scena La voix humaine e Cavalleria rusticana, che inaugura la stagione 18/19 di Oper.A.20.21 della Fondazione Haydn, in un uno spettacolo ad intensità crescente in cui il senso della tragedia si delinea in tutta la sua dirompente violenza col procedere degli eventi.