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Dire che rappresentare L’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti faccia bene alle sorti di un teatro, è dire una banalità anche quando, nella fattispecie, il capolavoro del bergamasco mancava da soli quattro anni dal palcoscenico del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.

La morte è una delle poche certezze cardinali della vita umana. Nessuno ne è esente, a conferma di un passaggio labile lungo la linea del tempo chiamato vita; altrettanto è certo che, quanto più riesce ad essere pieno di senso i segni lasciati da ogni essere lungo il cammino, il tempo e lo spazio vanno a subire una modificazione direttamente proporzionale a questa densità.