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La reverenza di Mrs Quickly in questo caso andrebbe fatta di fronte all’intelligente e suggestivo spettacolo di Roberto Catalano, giovane e promettente regista, il quale è riuscito a coinvolgere il teatro in un Falstaff dal sapore tutto novecentesco, un sogno ovattato dai colori pastello ma in odore di psichiatria.

La ballata dell’amore tradito, storie di due donne diverse per estrazione sociale e ambiente, contesti che sembrano non avere nulla in comune e che invece si rivelano più affini che mai nella visione di Emma Dante, che mette in scena La voix humaine e Cavalleria rusticana, che inaugura la stagione 18/19 di Oper.A.20.21 della Fondazione Haydn, in un uno spettacolo ad intensità crescente in cui il senso della tragedia si delinea in tutta la sua dirompente violenza col procedere degli eventi.

Francesco Cilluffo è, fra i direttori italiani della giovane generazione, uno dei più acuti conoscitori del repertorio, a tutt’oggi alquanto negletto, del nostro Novecento storico. Lo abbiamo raggiunto a poche ore dalla Prima dell’Isabeau di Mascagni, che Cilluffo dirigerà all’Opera Holland Park di Londra, per un’intervista-conversazione su un periodo ancora “controverso” della storia musicale italiana.

Alla vigilia della Prima Assoluta di “Miseria e nobiltà” di Marco Tutino, al Teatro Carlo Felice di Genova, il direttore d’orchestra Francesco Cilluffo ci parla del suo rapporto con il compositore e con l’opera contemporanea.