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Arianna, la Ninfa, Ottavia, Medea e poi la Dame de Montecarlo: Anna Caterina Antonacci le rappresenta da Grande Tragedienne quale è, con un gesto scenico che rifugge da qualsiasi affettata maniera, connaturato in lei, spontaneo e intenso; gli sguardi, perfino il bicchiere d’acqua che qui diventa oggetto di scena, senza smarrire per un attimo la naturalezza, rendono vivo e intenso il fraseggio.

Parlare di Francesco Libetta riferendo soltanto alla sua bravura, al suo virtuosismo, all’eleganza del suo atteggiamento pianistico o sul palco sarebbe mera ripetizione di aspetti già sottolineati più volte, dei quali bene o male si è già a conoscenza da tempo. Il Libetta di cui oggi vale la pena parlare è colui che svela e propone repertori inusuali o semi-sconosciuti, autori considerati minori ma che possono ancora stupire […]