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Con le mani sbucci le cipolle cantava il sempre gagliardo Zucchero Fornaciari, però può anche capitare di lordarle di sangue. E il passaggio può essere più rapido di quanto si possa credere.

Il nuovo allestimento proposto al Festival Verdi porta la firma di Andrea De Rosa ed è ascrivibile ad un tradizionale calligrafismo, nonostante l’azione sia calata in un non meglio identificato passato prossimo che i costumi terragni, di Alessandro Lai, e le scene scoscese dello stesso De Rosa non permettono di identificare con precisione.