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Esauriti gli auguri, tocca passare – o forse tornare – agli scongiuri. Le feste hanno lasciato la Fondazione Arena in una profonda e dannosa incertezza. Il clima, mentre incombe l’importante trasferta in Oman, è improntato alla più totale precarietà, per molti aspetti surreale – una commedia dell’assurdo degna di Ionesco, con venature di Achille Campanile.

Per sbrogliare il groviglio in cui si trova Fondazione Arena, ci vorrebbe un miracolo di Natale. A un passo dalla chiusura ufficiale della crisi, la formula per mettere insieme il Consiglio d’Indirizzo – unico passaggio che sancirebbe la svolta anche formalmente – è ancora un rebus.

L’inedita decisione del ministro Dario Franceschini, che ha nominato il sovrintendente dell’Arena Giuliano Polo commissario straordinario a termine della Fondazione per un periodo massimo di due mesi, smonta le recenti ottimistiche convinzioni del sindaco di Verona. Qualche settimana fa, di ritorno da un incontro a Roma, Federico Sboarina aveva annunciato che nel giro di qualche settimana si sarebbe entrati in regime di ordinaria di amministrazione.

Molto è stato fatto, tutto resta ancora da fare. Dopo la positiva conclusione della lunghissima pratica per portare la Fondazione Arena sotto l’ombrello della legge Bray (è durata oltre un anno, non senza qualche stressante tiraemolla con il commissario di governo), a Verona si canta vittoria. Legittimo, basta che sia chiaro che la fine delle difficoltà è solo un punto di partenza.

I risultati del Festival Lirico 2017 all’Arena di Verona: 48 serate di spettacolo – con 5 titoli d’opera e 3 appuntamenti speciali – hanno richiamato oltre 380.000 persone all’Arena di Verona dal 23 giugno al 27 agosto
per il 95° opera festival 2017.