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L’uscita quasi simultanea di due album dedicati al mito Farinelli dimostra quanto sia durevole l’onda lunga smossa nel 1994 dal filmaccio di Corbiau, il cui elemento più interessante stava proprio nel tentativo, compiuto dai laboratori dell’IRCAM parigino, di ricreare la voce perduta del grande castrato mediante il morphing di un falsettista (Derek Lee Ragin) con una soprano-coloratura (Ewa Małas-Godlewska).

Ci sono produzioni discografiche buone, altre dimenticabili, altre ancora che meritano un secondo ascolto e poi ci sono quelle “must have”; Giulio Cesare, a Baroque Hero, pubblicato da Glossa, appartiene senza dubbio alcuno a quest’ultima categoria per una serie di motivi che cercheremo in breve di mettere in luce.