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Quasi sempre gli spettacoli invecchiano, anche quelli che al loro primo apparire hanno suscitato ammirazione e meraviglia. È inevitabile che ciò accada, specialmente se hanno una forte caratterizzazione “d’autore”: la visione dei loro creatori è legata a sensibilità e gusto nello spirito del tempo (nei casi migliori, lo precedono), come pure alla ricezione dei compositori, che non di rado muta con il proseguire degli studi storici.

Cattivi, infingardi, avidi, egoisti: così sono i bohémiens secondo Graham Vick che, ancora una volta, dà prova del suo genio. La sua Bohème, che inaugura la stagione 2018 del Teatro Comunale di Bologna colpisce come un ceffone ben assestato e costringe a riflettere, ovvero adempie alla missione prima che il teatro deve porsi come primaria ed essenziale.

Per l’inaugurazione della stagione lirica “ON” 2018, in programma venerdì 19 gennaio alle 20.00, il Teatro Comunale di Bologna mette in scena una delle opere più celebri di Giacomo Puccini: La bohème.

Ci sono degli spettacoli che bisogna assolutamente vedere, pena il pentirsene per il resto della vita e lo Stiffelio secondo Graham Vick è fra questi.

Dopo le anticipazioni dei mesi scorsi sui titoli d’opera e danza in cartellone, la Stagione 2018 del Teatro Comunale di Bologna si completa con una ricca proposta sinfonica, che comprende 13 appuntamenti cui si aggiunge un evento straordinario per le celebrazioni rossiniane: lo Stabat Mater interpretato dal Direttore musicale Michele Mariotti e proposto nella Sala dell’Archiginnasio dove il capolavoro ebbe la sua prima esecuzione.