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Trecento anni or sono, nell’autunno del 1718, veniva dato a Napoli il “Rinaldo” di G. F. Haendel così da onorare il genetliaco del sovrano Carlo VI e, pertanto, diversamente organizzato e redatto nel rispetto delle normali prassi e nell’interesse delle esigenze di Corte. Qui a Martina Franca, questa ricorrenza è stata celebrata in maniera fattiva con una necessaria Prima esecuzione in tempi moderni.

Nel nostro soggiorno martinese abbiamo seguito quasi tutte le prove d’insieme, assistendo alla nascita, o meglio alla rinascita di un capolavoro.
Succosa anteprima allo spettacolo che andrà in scena questa sera al Palazzo Ducale di Martina Franca le interviste al direttore Fabio Luisi e a Teresa Iervolino, che vestirà i panni di Rinaldo.

Prima esecuzione in epoca moderna grazie a un fortunato ritrovamento della partitura nel 2012. Fabio Luisi dirige l’orchestra svizzera La Scintilla; tra i protagonisti Teresa Iervolino e Carmela Remigio.

Chi afferma che un controtenore ha carriera breve è smentito dal percorso artistico e musicale che Philippe Jaroussky, l’Orfeo della nuovissima incisione Erato del capolavoro di Gluck in uscita in questi giorni, sta compiendo.

Iefte talvolta Jefte, o, come nell’oratorio di Georg Friedrich Haendel, Jephta, è un personaggio biblico noto per aver fatto a Dio un voto senza riserve che coinvolse la sua unica figlia. È citato nel libro dei Giudici dell’Antico Testamento.

In occasione dell’uscita del suo nuovo CD interamente dedicato a Händel abbiamo Franco Fagioli, controtenore “monstre”, barocchista e belcantista, vincitore del Premio Abbiati nel 2011 per la “Rodelinda” al Festival di Martina Franca. Ne è scaturita un’intervista ricca di spunti e soprattutto chiarificatrice su ciò che veramente sia la voce di controtenore oggi.