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Se i muri potessero parlare, Palazzo Pizzini in Ala, città al confine meridionale del Trentino con il Veneto, potrebbe raccontarci le vicende di un giovane musicista salisburghese, un certo Wolfgang Amadeus Mozart che in quei saloni della nobile famiglia trentina fece musica durante i suoi viaggi in Italia.

Ha quasi cent’anni ma non li dimostra l’Histoire du Soldat di Igor Stravinskij. Da rifugiato in Svizzera dalla Russia, fu composta tra il 1917 e il 1918 in piena bufera bellica, in una realtà che costrinse scrittori e musicisti a confrontarsi con quel momento storico e con il loro isolamento che ne derivò, perdendo qualsiasi contatto al di fuori del rifugio precario conquistato.

La serata si è contraddistinta per la sua dedica ad Haydn con la sua Sinfonia n°49 “La Passione” e col Primo Concerto in do maggiore per violoncello. E nella ripresa, a Ciajkowskij per le Variazioni su un tema rococò e l’Andante Cantabile (come primo bis), completate a metà concerto da quella delicata preghiera ebraica che è l’Adagio Kol Nidrei di Bruch.

Nella ricca offerta artistica che Venezia come sempre propone, oltre alla Biennale, alla Mostra del Cinema, e alla Fenice, il turista più raffinato non può fare a meno di godere dei meravigliosi concerti dei Virtuosi Italiani, che quasi ogni sera si celebrano nell’elegante cornice acustica della Chiesa della Pietà.