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Incuriositi da tante lodi, ne abbiamo parlato col suo direttore artistico Kees Vlaardingerbroek, musicologo dalle impeccabili credenziali accademiche e grande amico dell’Italia, dove ha scartabellato quintali di antichi manoscritti musicali – in particolare vivaldiani ma non solo – durante i suoi anni di apprendistato.

Dopo le regie attualizzate è il momento dei libretti riscritti per adeguarli al “politicamente corretto”? Se lo domanda un articolo di Kees Vlaardingerbroek apparso il 5 giugno 2018 sul quotidiano olandese “Nieuwe Rotterdamsche Courant”.