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Metti una vigilia di Ferragosto durante la pandemia, con l’Arena di Verona trasformata in una grandiosa sala da concerto all’aperto: orchestra al centro, pubblico sulle gradinate, molto distanziato e non proprio prossimo al limite della capienza consentita (circa tremila persone). E metti una serata monografica su Gioachino Rossini,[…]

Prima opera di Donizetti ad essere rappresentata, al veneziano Teatro San Luca nel novembre 1818, Enrico di Borgogna è figlia di molti padri. Intendiamoci, il giovane e ancor fresco di studi Donizetti ha già idee sue, però l’influenza dei maestri, veri o spirituali che siano è, e non potrebbe essere altrimenti, palpabile e riconoscibile.

Non sembra revocabile in dubbio che “Adina”, secondo titolo del Rof, in scena al teatro Comunale, appartenga al genere “semiserio”. Che non significa poco serio, ma definisce una drammaturgia nella quale il comico, se si affaccia, ha solo pochi spunti, perché predominano il sentimentale e il drammatico, tipicamente in un’accelerazione che porta i personaggi vicino alla catastrofe prima del lieto fine di prammatica.