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Lisette Oropesa incanta per come si pone in scena, per il nobile porgere delle frasi, per la purezza di stile e di emissione.

Il Bellininfest, che già in questa prima edizione vede in cartellone artisti come Riccardo Muti, Placido Domingo, Lisette Oropesa, Marina Rebeka, Leo Nucci, Davide Livermore, Paolo Fresu, Eleonora Abbagnato, diventa così un “prodotto culturale” in grado di attrarre in Sicilia gli appassionati d’opera e d’arte e di proporre ai tanti turisti un’offerta culturale variegata e di altissimo profilo.

Si presenta, simile ad una vestale, fasciata da un peplo color acquamarina che saggiamente non cambierà durante tutta la serata – un concerto non è una sfilata di moda – offrendo la sua arte fatta di tecnica e ricchezza di interpretazione in un programma tutt’altro che scontato.

Pentatone

Il soprano statunitense di origine cubana, che i vociologi definirebbero “lirico-coloratura”, sceglie un programma al contempo vario ed estremamente organico dedicato alle arie da concerto alle quali si uniscono quelle alternative che il Salisburghese compose per le sue cantanti – da Aloysia Weber a Luisa Villeneuve – per essere eseguite all’interno di opere di altri compositori.

Per l’estate 2021 invece la Direzione Artistica ha elaborato un progetto straordinariamente innovativo e del tutto inedito per un’Arena mai vista che, in via del tutto eccezionale, avrà l’evocativo titolo di “Nel Cuore della Musica”.

Non per caso, invece, il momento più convincente dello spettacolo – ovvero del film – si ha nella prima parte del secondo atto, che poi è il cuore drammaturgico-musicale dell’opera, con il duetto fra Germont e Violetta.

Nonostante le restrizioni, il Teatro alla Scala celebra il 7 dicembre con una Serata
trasmessa da Rai Cultura su Rai 1 con la direzione del M° Riccardo Chailly, la regia
di Davide Livermore e la partecipazione di 24 tra le più grandi voci del nostro tempo
e dei ballerini scaligeri.

Metti una vigilia di Ferragosto durante la pandemia, con l’Arena di Verona trasformata in una grandiosa sala da concerto all’aperto: orchestra al centro, pubblico sulle gradinate, molto distanziato e non proprio prossimo al limite della capienza consentita (circa tremila persone). E metti una serata monografica su Gioachino Rossini,[…]

Saverio Clemente

Un progetto per offrire a giovani cantanti e registi la possibilità di seguire attivamente masterclass online con star internazionali del mondo dell’Opera ideato dall’agenzia artistica In Art Management.

Alexander Pereira

Il Maggio Musicale Fiorentino offre al pubblico, in streaming sul sito e sui social del teatro, un concerto di canto in diretta l’1 maggio 2020 alle 21. Più di quindici artisti hanno dato la loro disponibilità.

MET

Tutto è nato da una grande curiosità, forse troppo da “addetta ai lavori”: come faranno a riempire ogni sera gli oltre 3500 posti del MET con un titolo come Agrippina di Händel?

Per l’edizione 2020 il Festival Lirico sfida se stesso alzando ancora il valore artistico, la varietà, la creatività e la fama partendo proprio dalle voci, cuore pulsante di ogni produzione e di ogni serata, per dare ad ogni singola serata il sapore di una première.

Fabio Sartori

Tecnicamente tutto ineccepibile e di alto livello ma nulla è funzionale al dramma, né la visione d’insieme di McVicar riesce ad aumentare il carico introspettivo-patologico di ogni singolo personaggio, col rischio di abbandonare i quattro atti in una cornice che alla lunga risulta fissa e monotona.

Quello che ieri sera ha inaugurato la stagione 2018/2019 dell’Opera di Roma è il Rigoletto di Daniele Gatti, e lo è a pieno diritto almeno per due motivi: il primo perché a lui il pubblico, dal quale si poteva temere qualche reazione relativamente a ciò che lo ha portato ad essere dimissionato – secondo noi a torto – dalla Concertgebouworkest, ha riservato un’accoglienza calorosa sin dal suo ingresso nella buca orchestrale e che è diventato ovazione alla fine, il secondo sta nella scelta di una lettura dell’opera in chave espressionista che condividiamo completamente.

Condannata al trionfo, Les Huguenots ossia Gli Ugonotti, frutto di cinque anni di duro lavoro, è l’opera lirica più lunga e ambiziosa di Giacomo Meyerbeer, un vero e proprio Grand opéra in cinque atti su testo di Scribe e Deschamps.