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Vittorio Grigolo

È risaputo che il pubblico prediliga le ricostruzioni storiche, forse perché convinto che scene e costumi d’altri tempi edulcorino i contenuti – talvolta truci- delle umane vicende, alimentando la convinzione che “si stava meglio quando si stava peggio”.

Un programma dal carattere tardoromantico ed impressionista ha segnato l’acclamato rientro di Lorenzo Viotti sul podio del Piermarini. Dopo il successo del suo debutto alla guida della compagine orchestrale scaligera avvenuto lo scorso ottobre, il giovane direttore di origine svizzera ha sostituito, in occasione del concerto dello scorso 25 marzo, la direttrice lituana Mirga Gražinytė-Tyla.

Un concerto pregno di atmosfere simboliste ha concluso l’ottobre della Filarmonica della Scala. Lorenzo Viotti, al suo debutto con l’orchestra, ha scelto un programma tanto particolare quanto affascinante: Siegfried-Idyll di Wagner, L’isola dei morti di Rachmaninov, il Prélude à l’aprés-midi d’un faune di Debussy e il Poema dell’Estasi di Skrjabin.

Salisburgo, Praga, Amsterdam, Amburgo, Dresda. Al fianco di queste capitali internazionali della musica, Bolzano e Pordenone sembrerebbero non poter reggere il confronto. L’apparenza inganna: Concorso Busoni, residenza estiva sia della Gustav Mahler Jugendorchester che della European Union Youth Orchestra, sede dell’Accademia Gustav Mahler, una florida vita culturale e una diffusa sensibilità per la musica.

Li avevamo lasciati a Pordenone in primavera e li abbiamo ritrovati sul palcoscenico del Teatro Verdi a fine estate per terminare con due spettacolari concerti il loro tour europeo 2018. Parliamo naturalmente della Gustav Mahler Jugendorchester, la principale orchestra giovanile al mondo, fondata a suo tempo da Claudio Abbado, che ha scelto anche per il 2018 Pordenone e il suo Teatro come tappa della sua residenza.

Protagonista del Bolzano Festival Bozen per due concerti con la Gustav Mahler Jugendorchester, Gautier Capuçon si è esibito in due dei capisaldi del repertorio violoncellistico, il Secondo Concerto di Dvořák e il Primo di Šostakovič, diretto da Lorenzo Viotti.