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Se all’epoca il progetto registico di Deborah Warner accolse qualche perplessità, a distanza di tempo si può affermare che la negazione di una definizione spazio-temporale e la volontà di stilizzare la dimensione affettiva – complice la concertazione di Myung-Whun Chung – hanno reso ancora più incisivo il messaggio beethoveniano.

Il giovane basso-baritono italiano Luca Pisaroni (classe 1975) si è affermato come uno dei più affascinanti e versatili cantanti sulla scena internazionale attuale.

E’ stata proprio l’immortale vedova lehariana a dare il la a una stagione tanto ambiziosa. Lo spettacolo di Jorge Lavelli che ne firma la regia con la collaborazione di Antonio Lagarto per le scene, Francesco Zito per gli splendidi costumi, Dominique Bruguière per il disegno luci e Laurence Fanon per le coreografie era la ripresa di una produzione nata a Palais Garnier nel 1997 e la rappresentazione cui abbiamo assistito la cinquantesima in questo collaudato allestimento.

Onore alla memoria di Alberto Zedda e di Philip Gosset, scomparsi all’inizio dell’anno a pochi mesi l’uno dall’altro, per questa apertura 2017 del Rossini Opera Festival Pesaro con la messinscena all’Adriatic Arena de Le Siège de Corinthe opera composta da Rossini nel 1826 più volte riadattata, in versione italiana, come Maometto II.