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Nel corso di un lungo viaggio in Europa, compiuto in qualità di “inviato speciale” per la musica del re di Svezia, Joseph Martin Kraus – compositore di nascita tedesca che aveva scelto il paese nordico come seconda patria – si fermò a Vienna per alcuni mesi.

Lugano tra le tappe europee della recente tournée della Gewandhausorchester Leipzig diretta da Andris Nelsons, proseguita poi negli Stati Uniti per la storica unione con la Boston Symphony Orchestra.

Metti un pomeriggio di fine estate a Torino. La vecchia capitale sabauda non è più la stessa, da tempo ha perso quell’aura plumbea che l’aveva avvolta nel Novecento attraverso l’intelligente riconversione di tanti spazi del suo grigio passato industriale all’uso pubblico […]

Teatro Olimpico

Da giovedì 2 a domenica 5 maggio il Teatro Olimpico di Vicenza accoglie la XXII edizione del festival “Omaggio a Palladio” che ha per protagonisti Sir András Schiff e la Cappella Andrea Barca.

Le dieci Sonate per violino e pianoforte di Beethoven sono un arcipelago musicale assai vario. Svetta naturalmente la più famosa di tutte, la corrusca e tempestosa “Kreutzer”, che appartiene da tempo alla mitologia non solo beethoveniana […], ma che a prescindere da questo costituisce un “manifesto” del pensiero del musicista fin dalla dicitura apposta sul frontespizio dell’edizione a stampa […]

Negli ultimi anni – qualche decennio in verità – le Sonate per pianoforte di Beethoven stanno rapidamente perdendo la centralità nel repertorio che hanno avuto a lungo, crescente nel secondo Ottocento, sicura e trionfante nel Novecento a cavallo della seconda guerra mondiale e almeno fino agli anni Ottanta.

Non credo esistano pianisti con settantasei anni di brillante carriera. Quella di Jörg Demus, iniziata a quattordici anni e ancora in corso alla bell’età dei novanta, è così e non ha pari. E tutta la sua esperienza di pianista navigato e mai scontato, l’ha data al Teatro Palamostre di Udine, al terzo appuntamento della nuova stagione Amici della Musica diretta da Luisa Sello.

Mikhail Pletnev può oggi essere considerato senza indugi uno dei più grandi pianisti viventi. Eppure, non è raro riscontrare – fra il pubblico quanto fra i musicisti – una notevole disparità di opinioni a suo riguardo: da una parte c’è chi “pende dalle sue dita”, vedendo in lui una sorta di interprete “totale”, profondo e indagatore; dall’altra, chi invece trova nel suo pianismo qualcosa di forzato, di troppo ricercato o, quanto meno, di poco spontaneo.

Dopo l’originale omaggio a Chopin della scorsa stagione, Daniil Trifonov torna al Quartetto con un programma dai singolari e interessanti accostamenti.

Liquidata la direzione stabile residente di Ezio Bosso, la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste ha ripreso l’attività dopo la pausa estiva inaugurando nel nome di Beethoven la sua stagione sinfonica 2018.