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A chi per decenni si è lamentato della cristallizzazione delle forme rappresentative al Teatro Massimo è stato servito un “piatto saporito”, per dirla con l’abate Da Ponte: il Don Giovanni secondo Marco Gandini è infatti plasticamente aderente al nuovo corso.

Il praticabile di legno leggermente sollevato si allunga parallelo alla “frons scenae” del Teatro Olimpico fino all’altezza della Porta Regia, poi piega e subito si biforca, inoltrandosi verso il lato sinistro del palcoscenico, quasi a disegnare una sorta di Y. A proscenio, una piccola pedana si sporge sulla platea, dalla quale è accessibile con ripide scalette.

Reso noto a grandi linee nel marzo del 2016, dopo un incontro con la giunta municipale di Vicenza al completo, è ora in avanzata fase di realizzazione il nuovo progetto operistico per il teatro Olimpico del direttore d’orchestra Iván Fischer e del pianista András Schiff. Siamo in grado di anticiparne i principali dettagli.