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Giunta ormai alla settima replica per questo Opera Festival 2021, Aida di Giuseppe Verdi è titolo immancabile e sacro per l’Arena di Verona. Nel compromesso nato tra il protrarsi dell’emergenza sanitaria e la voglia di riappropriarsi della drammaturgia, siamo testimoni di un ridimensionamento fisico delle masse sceniche a cui eravamo solitamente abituati.

Placido Domingo sul podio alza la bacchetta e ci accompagna in un lungo e intenso percorso spirituale. La Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, intrisa di umanità, racconta della nostra terra nel suo incedere vivido, carnale e trascendentale.

L’Adriana Lecouvreur del Maggio era attesa soprattutto per una ragione, la più peculiare: la direzione di Daniel Harding. Autodefinitosi un semplice “viaggiatore” nel repertorio otto- novecentesco italiano, ad Harding vorremmo in realtà chiedere di fermarsi gentilmente almeno per un caffè.

Ópera_de_Las_Palmas

Maria José Siri ha concesso un bis storico dell’aria “Io son l’umile ancella” durante la recita del 25 marzo di Adriana Lecouvreur all’Ópera de Las Palmas a Gran Canaria.

Nei due titoli dello spettacolo, la rarità era costituita dallo “Scherzo comico” Il parlatore eterno, vero e proprio “divertissement” firmato nel 1873 da Amilcare Ponchielli in coppia con il librettista Antonio Ghislanzoni, che un paio di anni prima aveva dato a Verdi il testo di Aida. In tempi moderni, risulta che l’operina sia stata rappresentata soltanto un’altra volta, nel 2006.

Domenica 9 agosto alle 21.15 il Castello Carrarese farà da cornice ad un “Gala Lirico Sinfonico” che vedrà in scena quattro punte di diamante del bel canto internazionale accompagnate dall’Orchestra di Padova e del Veneto diretta dal M° Nicola Simoni.

Quando si sbuca in alto sulle gradinate, il colpo d’occhio è di quelli che restano nella memoria. Al centro il palco per l’orchestra – collegato ai due ingressi principali dell’anfiteatro con passerelle di egual colore – è di un bel rosso vivo, lo stesso degli scranni ad altezze diverse allineati lungo l’ellisse, destinati agli artisti del coro.

Il soprano Maria José Siri sarà a breve impegnata in Manon Lescaut alla Deutsche Oper Berlin e successivamente sarà protagonista della stagione Areniana veronese. L’abbiamo raggiunta per qualche domanda a cui ha accettato gentilmente di rispondere.

«Allorché nel 1923, e precisamente il 1° febbraio, l’opera venne rappresentata alla Scala di Milano, sotto la direzione del maestro Toscanini», racconta Luigi Ricci nel prezioso libro Puccini interprete di se stesso […]

Il nuovo allestimento proposto al Festival Verdi porta la firma di Andrea De Rosa ed è ascrivibile ad un tradizionale calligrafismo, nonostante l’azione sia calata in un non meglio identificato passato prossimo che i costumi terragni, di Alessandro Lai, e le scene scoscese dello stesso De Rosa non permettono di identificare con precisione.